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giovedì 28 maggio 2015

Vermicelli verdi in cialda nera



Oggi vi propongo un primo piatto di pasta semplice e molto saporito.
Ieri sera ho pulito e sbollentato le fave in acqua leggermente salata perché mi sono servite per fare la crema di un risotto, che magari (non avendo fatto le foto...) vi riproporrò più avanti. Con la parte di fave già cotte che mi è rimasta (circa 100 g) ho fatto il condimento per questi vermicelli, frullando tutto con un filo di olio evo in quantità sufficiente per ottenere un composto morbido, liscio e non troppo liquido.
Per decorare, insaporire e dare una nota croccante al piatto ho preparato una cialda di riso nero. Avevo già provato a mangiare la cialda di riso nero su una pizza, in quello che per me è il tempio della pizza ovvero il ristorante Saporè del maestro Renato Bosco e ricordo che mi era piaciuta molto, anche in abbinamento alla pizza stessa. In quell'occasione non avevo però chiesto come prepararla così ho imparato seguendo le indicazioni del maestro Igles Corelli.



Ecco qui cosa ci serve

Piatto per 4 persone
Tempi: circa 1 ora e 15'

Ingredienti:
  • 80 g di pasta a persona (o quantità diversa in base ai vostri gusti e abitudini)
  • olio evo
  • una presa di sale grosso
  • 100 g di fave lavate e sbollentate 
  • 1 cucchiaio di farina debole
  • 100 g di riso venere




Per preparare la cialda:
  1. facciamo cuocere il riso in una pentola con abbondante acqua per circa 40'.
  2. Scoliamo il riso, lo frulliamo e lo mescoliamo ad un cucchiaio di farina.
  3. prendiamo due fogli di carta forno, stendiamo la crema di riso ottenuta su uno dei due fogli, spalmiamo per avere uno strato sottile di crema quindi copriamo con l'altro foglio di carta forno e cuociamo in forno a 140° fino ad ottenere una cialda croccante.


Per preparare il condimento degli spaghetti:
  1. cuociamo le fave in abbondante acqua leggermente salata fino a farle diventare tenere. 
  2. Frulliamo con un goccio di acqua di cottura e di olio evo fino ad ottenere un composto morbido e non troppo liquido.

Per i vermicelli:
  1. Cuociamo i vermicelli in abbondante acqua con una presa di sale grosso per circa 10'.
  2. Scoliamo, rimettiamo in pentola con il condimento a base di fave e mescoliamo bene.
  3. Serviamo il tutto con le cialde croccanti di riso nero.








sabato 23 maggio 2015

Cibo a regola d'arte con lo Chef Carlo Cracco


Cibo a Regola d'Arte


In questo periodo Milano è il tempio del cibo e della cucina. L'Expo è ormai il porto di approdo e di non ritorno... di tutti noi appassionati, ma la città ci sta regalando anche molte altre occasioni per parlare di cibo e cucina e per incontrare i nostri maestri all'opera. Cibo a regola d'arte "La memoria del gusto, il gusto della memoria", organizzato dal Corriere della Sera, ne è un perfetto esempio. 
Dal 19 al 24 maggio 2015 la Triennale di Milano ospita 6 grandi Chef per 6 grandi masterclass, ma il programma è anche ricco di molti altri appuntamenti. Il tema di quest'anno è veramente interessante perchè riguarda la memoria del gusto. Con le lezioni di cucina c'è anche il racconto della propria memoria gastronomica, dei piatti che ricordano l'infanzia oppure delle ricette legate a momenti importanti della vita, perché il cibo non è solo nutrimento, ma anche cultura, esperienza sensoriale.


Come si è articolato 
il programma di quest'anno:


  • cooking show
  • lezioni sul vino
  • food lab per scoprire nuove tendenze e le cucine del mondo 
  • laboratori per bambini per divertirsi e imparare 
  • il tè con l'autore per parlare di cibo nei romanzi 
  • conversazioni sui piccolo artigiani, sui luoghi di produzione e distribuzione


Questa sera è stato il turno dello Chef Carlo Cracco e non si poteva proprio mancare!
Accompagnato da Toni Sarcina, fondatore della scuola di cucina Altopalato, ha cucinato un pasticcio di luccio in sfoglia raccontandoci delle curiosità sull'origine della ricetta, sui prodotti e sui ricordi condivisi con il sig. Sarcina in merito a questa ricetta, risalenti agli anni in cui lo Chef andò a bussare alla porta di Altopalato.






Se passate da queste parti, avete ancora la possibilità di partecipare agli eventi in programma domani.
In serata invece la manifestazione si chiuderà con lo Chef Massimo Bottura e con i suoi tortelli.

Aspettando la giornata di domani e la prossima edizione di Cibo a Regola d'Arte, vi saluto con la mia memoria di questa sera.








Fiori di Bresaola in insalata



Il piatto di oggi è liberamente ispirato alle belle ricette delle dispense di SalumiAmo con Bacco (clicca qui per l'articolo). Si tratta di un fiore di bresaola della Valtellina IGP farcito con formaggio spalmabile, parmigiano e zucchine saltate in padella con un filo di olio evo e sale, accompagnato da insalata e fiori.



Ritagliamo delle strisce di bresaola e foderiamo un coppapasta a forma di anello in modo da dare la forma cilindrica alla bresaola.
Adagiamo il coppapasta foderato con bresaola su una fetta di bresaola leggermente arricciata, come a voler formare un fiore.



Laviamo e tagliamo a pezzettini piccoli le zucchine e poi le facciamo saltare in padella con un filo di olio evo. A cottura ultimata (una cottura veloce) saliamo e uniamo le zucchine al formaggio spalmabile, mescolando per bene il composto e aggiungendo una grattugiata di parmigiano.
Utilizziamo questo composto quale farcia per gli anelli di bresaola, sfiliamo l'anello del coppapasta e poi serviamo con insalata, sale, un filo di olio evo e fiori commestibili. 


Per 1 fiore a persona servono in totale:

  • 2 fette di Bresaola
  • sale, olio evo
  • 30 gr. di formaggio spalmabile
  • 1 grattugiata di parmigiano
  • 1/3 di una zucchina
  • insalata e fiori a piacimento

Modalità: semplice
Tempi: 15'









Con questa ricetta partecipo alla Linky Party 


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Muffin al rum con farina integrale e uvetta




Se anche voi come me non potete fare a meno dell'inconfondibile sapore della farina integrale macinata a pietra, cercando sempre un buon motivo per utilizzarla anche laddove non è solitamente prevista, oggi vi faccio assaggiare i miei nuovi muffin, che sono ottimi per iniziare questa nuova giornata.
Ho voluto insaporirli con il rum nel quale avevo messo in infusione 1 anice stellato, precedentemente utilizzato per fare degli altri muffin. In questo modo ho conferito il sapore del rum, che mi incuriosiva provare in abbinamento alla farina integrale, assieme all'anice stellato che è stato usato finora per 3 preparazioni.
La morbidezza e la dolcezza in più è stata data dall'aggiunta dell'uvetta, fatta rinvenire nel rum aromatizzato all'anice stellato.
Hanno un sapore delicato e squisito. Ve li consiglio.







Ingredienti:
  • 150 gr. di uvetta fatta rinvenire in un bicchiere di rum. Nel bicchiere di rum era stato messo un anice stellato in infusione per 4 giorni (si tratta del "recupero" dell'anice utilizzato per il muffin di qualche giorno fa con anice e limone)
  • la scorza grattugiata di un limone biologico
  • 240 gr. di farina integrale Petra 9
  • 250 gr. di latte
  • 125 gr. di zucchero
  • 75 gr. di burro
  • 10 gr. di lievito in polvere per dolci
  • 80 gr. di uova (20 gr. di tuorlo e 60 gr. di uova intere)
  • 20 gr. di rum, ma va bene anche una quantità inferiore (utilizzare lo stesso usato per mettere a bagno l'uvetta)
  • zucchero a velo per spolverare alla fine, a cottura ultimata e dopo che i muffin si sono raffreddati







Impastiamo:

  1. Mescoliamo la farina con il latte utilizzando una frusta
  2. Aggiungiamo il burro fuso a bagnomaria e mescoliamo ancora
  3. Aggiungiamo tuorli, uova, zucchero e lievito continuando a mescolare
  4. Grattugiamo la scorza di un limone biologico facendo attenzione a non grattare la parte bianca del limone perché è amara
  5. Aggiungiamo uvetta e rum e mescoliamo
  6. Versiamo il composto all'interno dei pirottini di carta e inseriamo i pirottini all'interno di cocotte o di uno stampo per muffin
  7. Preriscaldiamo il forno e cuociamo a 170° per 15' circa, in modalità statica



Quantità: 12 muffin
Modalità: semplice
Tempi: 20'


Risotto zenzero limone e scampi




Di risotti ne ho preparati tanti, molti dei quali sono presenti nell'archivio del blog, perché il risotto per me è una vera passione, quasi quanto la pasta fresca fatta in casa e i tortelli, sebbene nel caso della pasta fresca io mi diverta di più, ma questo è decisamente uno dei più buoni risotti che sia riuscita a fare. 
Sarà stata la stella luminosa della serata presso Cibo a Regola d'Arte e la passione e l'energia con la quale sono tornata a casa, ad ogni modo il bilanciamento dei sapori di questi ingredienti, la bontà delle materie prime e la consistenza ne hanno fatto proprio un ottimo piatto.
E' un risotto freschissimo, delicato, ma allo stesso tempo deciso. Il dolce e l'acidità si sposano molto bene. Ve lo consiglio. 


Ingredienti:
  • 250 gr. di riso Carnaroli
  • sale
  • 20 gr. di burro
  • 1 scalogno
  • un goccio di olio evo
  • una grattugiata di zenzero fresco (quantità in base al gusto)
  • la scorza grattugiata di un limone biologico
  • brodo di scampi
  • 1 scampo per persona


Ecco come procediamo:

  1. Prepariamo il brodo di pesce mettendo a bollire 2 litri di acqua e facendo cuocere le parti di scarto degli scampi. A fine cottura filtriamo per bene e usiamo il brodo per la cottura del riso.
  2. Teniamo 1 scampo intero e lo cuociamo al vapore, in modo da usarlo per il piatto da portata. Per ottimizzare io ho usato un cestello da cottura al vapore con dentro lo scampo e una fetta di limone, posizionandolo sopra la pentola in cui ho cotto il brodo di pesce.
  3. In una padella capiente facciamo scaldare l'olio con lo scalogno tagliato finemente e poi facciamo tostare il riso. 
  4. Aggiungiamo un pizzico di sale e continuiamo la cottura bagnando con il brodo di pesce. Aggiungiamo il brodo quando necessario, bagnando il riso in modo da coprirlo, ma senza eccedere nelle quantità per evitare di farlo bollire.
  5. Verso fine cottura del riso, facciamo cuocere velocemente gli scampi precedentemente puliti in una padella con un goccio di olio o di burro. 
  6. Un paio di minuti prima della fine della cottura del riso, uniamo anche lo zenzero grattugiato o tagliato a pezzettini piccoli. 
  7. Togliamo la padella del riso dal fuoco, aggiungiamo gli scampi, la scorza di un limone grattugiato, mescolando tutto per bene e poi mantechiamo con del burro freddo.





Piatto per 4 persone
Modalità: media
Tempi: 18' + la cottura del brodo


venerdì 22 maggio 2015

Insalata di pollo e patate all'arancia




E' tempo di piatti leggeri?
Oggi facciamo un'insalata con pollo e patate cotte nel succo d'arancia.





Abbiamo bisogno di:
  • un po' di insalata (scegliete quella che vi piace di più),
  • petto di pollo (un paio di fettine a persona)
  • il succo di un'arancia spremuta (per 4 persone)
  • sale, pepe
  • olio evo
  • 300 gr. di patate (per 4 persone) sbucciate e tagliate a pezzetti piccoli e irregolari

Si prepara velocemente così:
  1. facendo marinare per un'oretta il petto di pollo con il succo di un'arancia. Mettiamo carne e succo in un contenitore di vetro chiuso e lasciamo riposare in frigorifero.
  2. Prendiamo una padella, mettiamo i petti di pollo e le patate e cuociamo bagnando con il succo di arancia. Se serve, aggiungiamo dell'altro succo.
  3. Prepariamo il piatto mettendo l'insalata, un paio di fette d'arancia, il pollo e le patate tagliati a pezzetti irregolari e condiamo con olio evo, sale e pepe.





Piatto per 4 persone
Modalità: semplice
Tempi: 20' + marinatura




Con questa ricetta partecipo alla Linky Party 
ricette fresh & light di 

Tra Cucina & Realtà

giovedì 21 maggio 2015

SalumiAmo con Bacco

Oggi nell'elegante cucina di Eataly Milano Smeraldo, la bravissima, competente e simpatica Francesca Romana Barberini ha scandito il tempo di un evento molto interessante:


Tra momenti di sospensione mentale, tutti persi nell'inebriante profumo che proveniva dai taglieri di salumi e dai piatti dello Chef Cristian Broglia... e tra veloci e furtive pause per assaporare le delizie proposteci, i relatori di SalumiAmo e una schiera di food blogger si sono confrontati su vari temi.




L'IVSI

L'Istituto di Valorizzazione Salumi Italiani, che ha organizzato l'evento, opera dal 1985 per favorire e diffondere la conoscenza dei salumi italiani. La conoscenza si intende in senso lato e spazia dagli aspetti nutrizionali a quelli culturali nonché gastronomici e produttivi. 
L'evento di oggi rientra tra quelle attività promosse dall'Istituto rivolte ai consumatori, alla comunità scientifica, ai mass media, agli opinionisti e al mondo del food e si affianca ad altre attività sul territorio nazionale quali pubblicazioni editoriali, ricerche di mercato, indagini scientifiche.


I relatori


Francesca Romana Barberini

Conduttrice e autrice televisiva, foodwriter e blogger.

Paolo Barichella

Giornalista, scrittore, docente e consulente didattico, cura mostre sul food design (di cui è stato il primo a fissare contenuti e i valori reali), stratega della comunicazione, opinion leader.

Francesca Brambilla

Fotografa del mondo del food e docente per i corsi master dello IED in tecniche di still life e post produzione. Ha all'attivo più di 30 libri monografici dedicati ai più grandi nomi della gastronomia italiana e il suo studio fotografico, Francesca Brambilla & Serena Serrani, oggi è tra i più conosciuti in Italia.

Cristian Broglia

Chef docente di ALMA - La Scuola Internazionale di Cucina Italiana di Colorno, responsabile di tutti gli eventi nazionali e internazionali legati alla scuola.

Giovanni Crupi

Direttore Sviluppo e dirigente presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, promotore di relazioni di partnership e sponsorship con industrie, fondazioni, istituzioni di vari settori al fine di realizzare progetti al museo o fuori sede.





SalumiAmo con bacco è un'iniziativa Top of the Dop promossa da IVSI e Federdoc - Confederazione Nazionale Consorzi Volontari per la Tutela delle Denominazioni dei Vini Italiani. Pur avendo entrambe già operato insieme diverse volte anche in paesi al di fuori dell'Europa, è la prima volta che puntano sulla formazione e informazione, trovando abbinamenti interessanti per il coinvolgimento di tutti i sensi.

Partendo dal presupposto che i salumi italiani, una delle eccellenze del nostro paese, rappresentano prodotti legati al territorio che tramandano gli usi e le tradizioni locali e quindi trasmettono cultura,  abbiamo potuto aprire un mondo di argomenti di discussione legati alle materie prime, alla cultura gastronomica, alla valorizzazione delle eccellenze, alle scelte alimentari che rispecchiano l'identità di ogni essere umano, il proprio bagaglio culturale e formativo e che non sono mai casuali. 

Si è parlato molto dei nuovi valori nutrizionali i quali dimostrano un rinnovato valore dei salumi italiani, ottenuto a seguito dei continui progressi di tecniche di allevamento e produzione.

Anche l'Europa riconosce la tradizione e la qualità dei salumi italiani e ad oggi sono ben 39 i marchi DOP o IGP, un numero che rappresenta 1/3 del totale dei prodotti tipici europei a base di carne.

L'evento è stato di per se estremamente formativo e interessante. 
Attraverso l'esperienza professionale raccontata in prima persona dal Paolo Barichella è stato possibile delineare perfettamente la figura del food designer nonché la sua importanza. Il food designer non si occupa dell'estetica bensì progetta e riprogetta le dimensioni del prodotto in funzione degli usi perché anche un alimento necessita di essere adattato al contesto in cui viene consumato. Vi è anche lo studio dell'antropometria rispetto al prodotto, per ottenere forma-volume-peso dell'alimento da realizzare. In questo senso, la prima grande differenza tra un prodotto e un altro la fa il fatto che si tratti di un alimento per bambini o per adulti. 
E così, mentre la cucina va avanti per ricette, il designer va avanti per processi.

Dopo le preziose informazioni di Giovanni Crupi, il quale ci ha illustrato tutte le interessanti iniziative del Museo, un altro intervento a dir poco illuminante per me e per molti altri blogger è stato quello della fotografa Francesca Brambilla. Francesca è una di quelle belle persone che speri sempre, prima o poi, di incontrare. Riesce a trasmetterti tutto il suo amore e la sua passione per il proprio lavoro, riesce a comunicare in maniera estremamente diretta l'importanza della fotografia nel nostro mondo e nel nostro lavoro di comunicazione. Quando fotografiamo abbiamo una responsabilità enorme tanto quando scriviamo. Da oggi la fotografia non sarà più la stessa!

Ritorniamo a casa con infiniti e preziosi consigli che ognuno di noi saprà utilizzare alla propria maniera e con l'entusiasmo di chi sa di vivere in un paese trasbordante di eccellenze e di grande maestria, che abbiamo tutti il dovere morale, primo fra tutti, di sapere apprezzare, cogliere e valorizzare.





martedì 19 maggio 2015

Ortando e il fagiolo pigro - parte 2

Domenica mattina vi avevo annunciato una bella iniziativa di cui ero venuta a conoscenza (clicca qui per aprire il post) e adesso, dopo aver partecipato di persona all'evento, vi posso raccontare qualcosa di più.
Ormai sapete che su queste mie pagine amo parlare di cibo, condividere ricette, raccontare cooking show ed esperienze culinarie, ma ho anche sempre avuto un'attenzione particolare per l'educazione alimentare dei più piccoli e tutto ciò che riguarda la cultura del cibo e delle materie prime, che considero di fondamentale importanza già in tenera età. Per questo motivo sono sempre felice di farvi conoscere le persone che portano avanti iniziative educative ed estremamente importanti a favore dei bambini.


Chi

Ortando è un progetto didattico per promuovere le tematiche dell'orto della territorialità italiana che si rivolge ai bambini (soprattutto a quelli della scuola primaria), ai loro genitori e agli insegnanti ed è inserito nel Progetto Scuola Expo.

Dal 15 al 17 maggio i bambini che hanno partecipato all'evento di Milano hanno vissuto una vera esperienza da favola. Immersi in un'atmosfera magica, hanno imparato i principi della coltivazione tramite la storia del fagiolo pigro. Esiste infatti un fagiolo, quello della Villata, che non vuole faticare per crescere, come facciamo invece tutti noi, così sta vicino alle piante più forti, alle quali si aggrappa e si fa tirare ...


Il laboratorio didattico

Due pazienti e competenti maestre hanno insegnato ai bambini a fare i contadini.
I bambini hanno messo le mani nella terra, seminato, "chiamato" il fagiolo pigro per farlo risvegliare e poi raccogliere.
Hanno ricevuto dei semi per rifare questa esperienza a casa propria e un carinissimo opuscolo contenente istruzioni sulla coltivazione, suggerimenti e ricette.







Dove

A Milano, sulla terrazza del SuperStudio Più di via Tortona n. 27, circondata dai tetti milanesi è stata creata una vera e propria risaia e un "ortosalotto".








Ecco il concept fotografato e raccontato sulla terrazza:










Cari amici,
domani potremo piantare 
anche noi i semi che ci avete regalato. 
Avremo cura di seguirne per bene la crescita 
e di annotarne gli sviluppi 
sul quaderno che ci avete dato.

Tanti complimenti per il vostro lavoro, 
che non ha prezzo 
e i migliori in bocca al lupo 
per tutti i vostri progetti.






Alcune curiosità:

La scoperta dei vasi Vipot



Il vaso naturale Vipot è fatto in media dall'85% di fibre vegetali di scarto del riso (lolla) e dal 15% di aggregati vegetali.
E naturale al 100%, totalmente compostabile, è molto più adatto della plastica alla crescita delle piante, resiste al gelo e le piante crescono prima e meglio. 
"Perché di terra ne abbiamo una sola".



L'Ortosalotto




"E' un'idea che nasce dalla volontà di sensibilizzare le persone a sviluppare amore verso la natura, iniziando dal proprio salotto..."
Anch'esso posizionato sulla terrazza di via Tortona n. 27, al centro dell'opera "Terzo Paradiso" del maestro Michelangelo Pistoletto.
Rif. efferredesign.com




La strada del riso vercellese 
Immagina una strada





Buon lavoro a tutti


Crostata salata di pasta sfoglia


Prima o poi riuscirò a terminare l'articolo sulla pasta sfoglia che è in bozza da qualche mese... e del quale questo blog ha davvero bisogno. Nel frattempo vi preparo questa semplice e veloce crostata salata a base di pasta sfoglia, farcita con zucchine, porro e mozzarella. 
La semplicità, la freschezza, la praticità dei piatti che si preparano velocemente e che donano colore e allegria durante i pasti della bella stagione. 



Ingredienti per 6 crostatine o per 1 crostata grande (io ho usato 1 stampo da crostata e 1 stampo rettangolare da crostata):
  • 1 foglio rettangolare di pasta sfoglia
  • olio evo
  • sale
  • prezzemolo e basilico
  • 2 zucchine lavate e tagliate a rondelle
  • 1 porro lavato e tagliato a rondelle
  • 1 scalogno
  • acqua o brodo vegetale




Facciamo rosolare le verdure in una padella con un goccio di olio evo e lo scalogno. Continuiamo la cottura velocemente a fuoco vivo, bagnando con un po' di acqua o brodo vegetale e salando a fine cottura. Lasciamo le verdure al dente e terminiamo la cottura in forno.

Stendiamo la sfoglia sulle nostre teglie (da 6 crostatine oppure su teglia più grande a piacimento), bucherelliamo la pasta con i rebbi della forchetta e poi cuociamo nel forno preriscaldato a circa 160°. 

Verso fine cottura uniamo la farcia e la mozzarella e riponiamo in forno fino a scioglimento della mozzarella. Uniamo prezzemolo e basilico e, a piacimento, un filo di olio evo.
Se facciamo le crostate con le classiche strisce di pasta sulla farcitura, dobbiamo unire le verdure subito e cuocerle insieme alla sfoglia. In questo caso però, la prima cottura in padella sarà più breve e dovremo togliere le verdure prima per evitare di stracuocerle anche in forno.


Piatto per 2/4 persone
Modalità: semplicee
Tempi: 30/40'


Con questa ricetta 
partecipo alla raccolta

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lunedì 18 maggio 2015

Muffin limone e anice stellato



Oggi prepariamo insieme uno dei dolcetti per colazione e merenda più apprezzati: i muffin.
In archivio troverete un po' di ricette di muffin di vari tipi (cioccolato, frutta, spezie..) e con diverse grammature. Questo che vi propongo è invece un fresco muffin al sapore dell'anice stellato e del limone.



Ingredienti per circa 10 muffin:

  • 250 gr. di farina debole
  • 1 cucchiaio di amido di mais
  • 10 gr. di lievito in polvere per dolci
  • 125 gr. di zucchero
  • 80 gr. di uova (di cui 20 gr. di tuorlo e 60 gr. di uova intere)
  • anice stellato
  • la scorza di 1 limone grattugiato
  • 75 gr. di burro
  • 250 gr. di latte oppure 100 gr. di yogurt al limone e 150 gr. di latte
  • zucchero a velo per spolverare dopo la cottura



Preparazione
  1. Setacciamo la farina e l'amido in un recipiente, aggiungiamo il latte (nel quale abbiamo preventivamente messo in infusione l'anice stellato per 1 ora) e mescoliamo con la frusta. Se usiamo latte e yogurt, li aggiungiamo entrambi in questo momento.
  2. Facciamo fondere il burro a bagnomaria insieme all'anice stellato. Una volta sciolto, eliminiamo l'anice stellato e poi uniamo il burro al composto di farina, latte e yogurt.
  3. Aggiungiamo tuorlo, uova, zucchero e lievito e amalgamiamo bene.
  4. Aggiungiamo la scorza di limone e mescoliamo fino ad ottenere un composto liscio.
  5. Versiamo tutto nei pirottini di carta, inseriti all'interno di cocotte oppure di uno stampo per muffin e cuociamo a 170' per circa 15', nel forno preriscaldato.
  6. Spolveriamo con lo zucchero a velo e serviamo.



Tempi: 20'
Modalità: semplice




Che fine hanno fatto 
i due pezzettini di anice stellato 
che ho usato?
Sono stati sciacquati 
e sono finiti in infusione
in un bicchiere contenente del rum.
Come per i baccelli di vaniglia, 
si può utilizzare l'anice in questo modo
e poi, una volta scuritosi il liquido, 
si elimina l'anice e si può
usare il rum per qualche altra ricetta.