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mercoledì 22 luglio 2015

Pane d'estate: prova di grande amore!





Qualcuno dice che per accendere il forno a 230° con le temperature straordinariamente calde di questo mese di luglio 2015, rigorosamente e volutamente senza aria condizionata e insieme ai fornelli sopra i quali cuoce qualcosa per la cena,  ci vuole coraggio! Guardando invece questo pane, tutto quello che mi viene in mente è: Amore e Passione. Eccoti in tutta la tua straordinaria bellezza e meraviglia. Per me sei un simbolo di pace e serenità.







Ingredienti:

  • 500 g di farina di grano tenero di tipo 1 macinata a pietra
  • 200 g di farina di grano tenero integrale
  • 1 cucchiaio di sfarinato brick Bonsemì (miscela di farine e di semi tra cui grano tenero, semi di girasole, semi di sesamo, semi di lino, semi di miglio, di soia e farina di segale)
  • 12 g di sale
  • 10 g di malto
  • 100 g di lievito madre a coltura liquida (li.co.li.) rinfrescato tutti i giorni
  • 600 g di acqua (85% di idratazione)






Preparazione:

  1. Ho messo in autolisi tutta la farina e 450 g di acqua nel bicchiere della planetaria. Ho mescolato, coperto il bicchiere con pellicola e lasciato riposare per 1 ora abbondante.
  2. Ho versato il lievito madre e il malto nel bicchiere della planetaria e ho cominciato ad impastare a bassa velocità con il gancio.
  3. Ho aggiunto poco alla volta la restante acqua, continuando ad impastare fino a raggiungere l'incordatura dell'impasto.
  4. Ho aggiunto per ultimo il sale, l'ho fatto assorbire lavorando ancora per qualche minuto e poi ho spostato l'impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato. 
  5. Considerate le temperature di questi giorni, non ho lasciato riposare il panetto per 1 ora sul piano di lavoro come faccio solitamente; l'ho invece spostato quasi subito in un contenitore leggermente spennellato con olio evo e l'ho coperto con pellicola trasparente per lasciarlo lievitare a temperatura ambiente.
  6. Non ho fatto nessun riposo refrigerato, ma ho atteso che il panetto lievitasse per poi rimetterlo sul piano di lavoro infarinato, dare una forma ai panini (tipo ciabattina) e lasciarlo lievitare ancora per circa 30' prima di cuocerlo.
  7. Ho preriscaldato il forno alla massima temperatura e ho messo il pane su pietra refrattaria per la cottura. Ho gradualmente abbassato la temperatura, durante la cottura in forno, fino a circa 180° e ho lasciato il pane nel forno spento e aperto per una decina di minuti prima di sfornare e far raffreddare completamente su una gratella.









Con questo pane partecipo 
alla raccolta di Panissimo #32
di Sandra e Barbara

 

Una domenica da grandi panificatori. Una domenica da non perdere

Grazie alla costante e preziosa attività di AIFB, oggi noi soci possiamo far orgogliosamente conoscere una delle tante attività in programma.


Anche se non siete soci Aifb, ma siete food blogger, potete iscrivervi a questa giornata di altissima formazione teorica di panificazione.
Per maggiori informazioni, cliccate qui.

Prendete nota amici!



Lodi durante EXPO MILANO 2015: conoscere il territorio lodigiano e gli eventi in programma durante il semestre di Expo




Il  Lodigiano offre ai visitatori 
una combinazione unica e imperdibile di natura, 
storia, arte e scienza, 
che interpreta al meglio il tema dell’esposizione universale 
“Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.

L’eccellenza della filiera agro-zootecnica, 
la qualità delle produzioni 
e la storica tradizione agricola, 
unite all’attenzione per l’ambiente 
e all’innovazione sostenibile, 
sono tra i tanti motivi per visitare Lodi 
e il suo territorio.

Ad essi si affianca un ampio e diversificato 
calendario di eventi che Comune, Provincia, 
Camera di Commercio e Parco Tecnologico Padano 
hanno realizzato con partner importanti quali 
l’Università degli Studi di Milano, 
il Consiglio Nazionale per le Ricerche, 
il Consiglio per la Ricerca  
la Sperimentazione in Agricoltura e 
l’Istituto Zooprofilattico della Lombardia 
e dell’Emilia Romagna.



Cliccando sul sito potete accedere alle informazioni di più di 500 eventi in programma nel lodigiano, alle indicazioni su come arrivare e muoversi sul territorio, ai percorsi naturalistici, enogastronomici e d'arte da scoprire.

Ho in mente tante belle cose da fare insieme a voi amici, a partire dal prossimo mese di settembre per scoprire questo prezioso territorio e le sue eccellenze. 

Cominciate a mettervi in nota 
la RASSEGNA GASTRONOMICA




Noi siamo l'ambiente in cui viviamo




lunedì 20 luglio 2015

Spaghetti con cernia dorata in salsa di peperoni e zucchine





Sono in vena di cernia... 
Oggi la abbiniamo ad una bella salsa di peperoni e zucchine dell'orto e la mangiamo insieme agli spaghetti.

Ingredienti per 4 persone
Tempo: meno di 30'



  • 2 zucchine
  • 1 peperone giallo
  • 1 spicchio d'aglio (facoltativo)
  • sale q.b.
  • olio evo q.b.
  • 3 o 4 filetti di cernia dorata
  • 250 g di spaghetti (o quantità diversa in base al gusto e alle abitudini)
  • 1 grattugiata di parmigiano (facoltativo)
  • sale grosso
  • brodo di pesce o vegetale (facoltativo)
  • 1 rametto di timo



Preparazione:

  1. Prendiamo una padella, facciamo scaldare un goccio di olio evo e l'aglio (facoltativo) e poi aggiungiamo il peperone e le zucchine tagliati a pezzetti. Cuociamo velocemente in padella a fuoco vivo, bagnando con acqua o brodo vegetale oppure brodo di pesce. 
  2. Terminata la cottura, frulliamo il tutto (senza l'aglio) con il mixer ad immersione e un goccio di acqua di cottura. Aggiungiamo un filo di olio evo, il sale (assaggiamo sempre per verificare la corretta sapidità) e, se ci piace, aggiungiamo anche una grattugiata di parmigiano. Otteniamo così una salsa che useremo per condire gli spaghetti.
  3. Prendiamo una pentola con abbondante acqua, portiamo ad ebollizione, saliamo con sale grosso e cuociamo gli spaghetti per il tempo necessario indicato sulla confezione.
  4. In un'altra padella facciamo cuocere i filetti puliti di cernia con un goccio di olio evo e il timo fresco sfogliato. La cottura sarà veloce. Possiamo anche decidere di cuocere i filetti al vapore.
  5. A cotture ultimate, mettiamo la salsa di peperoni e zucchine in una padella, aggiungiamo la cernia cotta a parte e gli spaghetti lessati e scolati e facciamo saltare qualche secondo, amalgamando bene il tutto prima di servire.







sabato 18 luglio 2015

Brasato di vitello alle cipolle rosse e bacche di goji






Dopo le fresche, leggere e nutrienti insalate estive, oggi prepariamo un piatto di carne che forse non avrete voglia di cucinare a causa dell'intenso caldo di queste giornate, ma non preoccupatevi perchè lo farò io per voi e voi dovrete solo assaggiare. Potete sempre annotarvi la ricetta e provare a farla più avanti, quando le giornate saranno più fresche.


Stamattina sono finalmente arrivati in biblioteca i due libri che avevo ordinato nei giorni scorsi e, tramite il sistema di scambio interbibliotecario della provincia, eccoli finalmente sul davanzale della mia cucina.
Una delle cose che mi è sempre piaciuta di alcune case di campagna è il divanetto posizionato nelle ampie cucine, magari sotto una grande finestra che guarda il giardino. Non si usa più, lo so, è tipico di certe case di campagna dell'epoca delle nostre nonne, ma a me è sempre piaciuto tantissimo. Mi piace l'aria di casa che ispira, mi piace il messaggio di benvenuto che da a chiunque entri nel cuore della casa, la cucina. Mi piace l'invito a sostare nel posto più amorevole della casa, mentre la signora o il signore della casa cucinano incuranti del tempo, animali domestici e bambini si muovono dentro e fuori dal locale agitando la tendina della porta.
Nella mia cucina il divanetto non ci sta, ma seduta al tavolo sotto la finestra ad arco, immaginando quel comodo divano, ho aperto le prime pagine dei miei nuovi libri mentre il brasato emanava tutti i suoi profumi.








Ingredienti per 4 persone
(tempo 1 ora e 1/2 oppure 2 ore circa)

  • 1 kg circa di carne di vitello scelta
  • olio evo q.b.
  • burro q.b.
  • 1 spicchio d'aglio oppure 1 scalogno
  • 2 cipolle rosse tagliate a fette
  • 1 manciata abbondante di bacche di goji
  • 2 bicchieri di vino rosato
  • 1 cucchiaio di erbe provenzali essiccate (miscela di timo, menta, rosmarino, salvia, maggiorana, basilico, finocchio)
  • 2 rametti di rosmarino fresco
  • 4 rametti di timo fresco
  • sale e pepe








Mettiamoci ai fornelli: 

  1. Prendiamo una padella capiente, versiamo dell'olio evo, adagiamo la carne e la facciamo rosolare per bene su tutti i lati. In questo modo inneschiamo la famosa reazione di Maillard che permette la caramellizzazione di zuccheri, proteine e amminoacidi così che la carne prenda colore e un ottimo sapore.
  2. Togliamo la carne e la adagiamo momentaneamente su un piatto.
  3. Versiamo mezzo bicchiere di vino rosato nella padella insieme al fondo di cottura e deglassiamo.
  4. Facciamo sfumare e poi aggiungiamo ancora del vino e continuiamo a sfumare.
  5. Prendiamo un'altra casseruola e versiamo un po' di olio evo, burro, erbe provenzali, uno spicchio di aglio, la cipolla tagliata a fette, le bacche, la carne precedentemente rosolata e messa da parte e cominciamo a cuocere.
  6. Sfumiamo ancora con il vino rosato a fuoco vivo.
  7. A questo punto aggiungiamo sale e pepe e anche un po' del sugo che abbiamo preparato nell'altra padella (la prima padella dove abbiamo attivato la reazione di Maillard).
  8. Copriamo la carne con un coperchio, abbassiamo il fuoco e cuociamo per circa 1 ora abbondante. 








"Possiamo rinunciare a tutto
tranne che alla conoscenza.
Perché è la nostra ricchezza più grande,
l'unica eredità che conta
e non perde mai di valore".

"La civiltà non si interiorizza 
e quindi non si trasmette biologicamente,
ma solo culturalmente, attraverso le collettività. 
E può essere perduta in qualsiasi momento".

da Noi siamo cultura di Edoardo Boncinelli
Perché sapere ci rende liberi




mercoledì 15 luglio 2015

Insalata di orzo e farro con cernia dorata al timo


"Staffa è il nome del più leggero
e piccolo osso del corpo umano. 
Sta nell'orecchio e dalla sua cavità passa il sonoro.
Altri ossicini accanto hanno nomi di arnesi: 
incudine, martello.
L'ascolto è più officina che sala da concerto.
Poi il suono attraversa una serpentina di nome labirinto, 
trova l'uscita e arriva al cervello, fine della corsa.
L'ascolto è un'onda che non torna indietro".

Da La Musica Provata di Erri de Luca





Era da tanto tempo che non riuscivo più a leggere un libro che non trattasse di cucina. Il blog assorbe il poco tempo serale, diciamo anche notturno, che rimane dopo gli impegni della giornata e, quando proprio rimane qualche ritaglio di tempo per leggere, ultimamente lo dedico alla cucina. Anni fa non era così. Divoravo libri di tutti i generi, a volte a discapito del sano e rigenerante sonno, ma ero felice così.
Ieri pomeriggio io e Giulia siamo finalmente ritornate a passare un po' di tempo nella biblioteca comunale e con l'occasione ci siamo anche rinfrescate la mente e il corpo, dopo una breve biciclettata serale in questa caldissima estate. Giulia veniva qui fin da quando era nella mia pancia e si è abituata presto a sentire il profumo della carta, con la speranza da parte mia che, crescendo, questa curiosità verso i libri non venga meno.
Dopo avere ordinato due libri di alcuni dei miei autori preferiti, Allucinazioni di Oliver Sacks e Noi siamo cultura di Edoardo Boncinelli, ho preso anche questo breve libro di De Luca, da leggere velocemente prima di partire per le vacanze.
Ieri, mentre davo velocemente una sfogliata alle sue pagine, seduta sulla panchina sotto il pergolato dei giardini e mentre Giulia si gustava il suo fresco yogurt, pensavo all'irresistibile bellezza di queste giornate caldissime d'estate, quando non ci sono impegni, quando la scuola è chiusa e il lavoro è rimandato, quando ci si può abbandonare tutti alla profonda rilassatezza della lettura, incuranti dell'ora e di tutte le regole che governano la nostra vita ordinaria al di là di questa parentesi estiva.

E da mangiare? 
Ecco una proposta estiva, leggera, veloce e di gusto adatta a queste calde e lente giornate estive.

Ingredienti per 4 persone
(tempo preparazione 30'):

  • circa 2 filetti di cernia dorata a testa
  • 15/20 pomodorini tipo Pachino
  • 2 peperoni gialli
  • 2 zucchine
  • sale, timo
  • 1 spicchio d'aglio (facoltativo)
  • 1 goccio di olio evo per la cottura e olio evo q.b. per condire l'insalata
  • 400 g totali di orzo e farro 






Preparazione:

  1. Prendiamo una padella capiente, versiamo l'olio, i peperoni tagliati a pezzetti piccoli e irregolari e l'aglio. Facciamo rosolare, aggiungiamo un goccio di acqua o di brodo di pesce e facciamo cuocere a fuoco vivo per qualche minuto. 
  2. Togliamo l'aglio, aggiungiamo le zucchine tagliate a pezzettini irregolari, la cernia e le foglioline di timo fresco. Portiamo avanti la cottura velocemente, senza far rovinare le verdure e lasciandole leggermente al dente. 
  3. A parte facciamo cuocere orzo e farro in una pentola con circa 3 litri di acqua fredda e un pizzico di sale. Portiamo ad ebollizione e poi abbassiamo il fuoco e cuociamo per circa 20/30'. Scoliamo, versiamo in un recipiente contenente acqua fredda per bloccare la cottura e poi scoliamo subito nuovamente. 
  4. Prendiamo un piatto fondo da portata e uniamo tutti gli ingredienti cotti con i pomodorini scudi, aggiungendo sale e olio evo in base al gusto.







"Qui sono piovute le musiche,
ognuna stava in grembo a qualche nuvola".
Da La Musica Provata di Erri de Luca





Con questa ricetta partecipo al contest
di Simona del blog Batuffolando




domenica 12 luglio 2015

Basi di pasticceria: Danish






Avete mai provato a fare il Danish? E' una variante della pasta sfoglia ed è una pasta lievitata. E' stata inventata in Danimarca ed è diventata una specialità danese apprezzata ovunque.





La ricetta che vi propongo oggi è la ricetta classica che ho appreso dal mio corso di pasticceria. 
L'unica variante che ho apportato è stata quella di mettere in cottura la pasta senza lucidare la superficie con un'emulsione di uova, latte e sale. Ho usato inoltre molto meno lievito come piace fare a me, perché ciò si può fare allungando la lievitazione, magari con un riposo refrigerato.




Ingredienti
(quantità che mi ha permesso di fare 
una torta rettangolare cm 30 x 8 
e circa 15 brioche di varie misure)


  • 500 g di farina macinata a pietra (ho usato la farina Frolla che è adatta anche a questi impasti)
  • 180 g di latte
  • 75 g di zucchero
  • 10 g di lievito di birra o 50 g di lievito madre
  • 10 g di sale
  • 100 g di uova
  • 175 g di burro per l'impasto
  • 300 g di burro per sfogliare
  • la scorza grattugiata di 1 limone o altri aromi
  • emulsione di uova, latte e sale per lucidare prima di cuocere
  • zucchero a velo per spolverare dopo la cottura (a piacimento)




Procedimento:

  1. Impastiamo farina, latte e lievito.
  2. Aggiungiamo uova e zucchero poco alla volta fino a farli assorbire.
  3. Aggiungiamo il sale.
  4. Aggiungiamo aromi e burro morbido a pezzettini (poco alla volta).
  5. Formiamo un bel panetto liscio e omogeneo che dovrà lievitare fino al raddoppio. Possiamo decidere di farlo lievitare a temperatura ambiente controllata (in cella di lievitazione o nel forno spento a circa 27°) e poi metterlo 1 ora in frigorifero oppure possiamo decidere di fare una lievitazione lenta e controllata lasciando riposare l'impasto in frigorifero per 12/24 ore (in questo caso diminuirei ancora la quantità di lievito).
  6. Stendiamo la pasta con il matterello a forma di rettangolo e poi la ricopriamo con il burro per 2/3 della superficie. 
  7. Ripieghiamo la parte di pasta che non è coperta da burro verso il centro e poi ancora la parte con il burro sopra. Facciamo 3 giri semplici: i primi subito in successione e l'ultimo dopo aver lasciato riposare l'impasto in frigorifero per almeno 30'.
  8. Mettiamo nuovamente l'impasto a riposare in frigorifero per almeno 30'.
  9. Stendiamo la pasta con il matterello fino ad arrivare ad uno spessore di pochi millimetri.
  10. Ritagliamo le forme in base al nostro gusto. Questa volta io ho deciso di rivestire una tortiera rettangolare per fare una torta farcita con confettura di albicocche e di ritagliare molte altre formine diverse tra loro, seguendo anche i gusti della bambina.
  11. Fare un'emulsione con dell'uovo, del latte e un pizzico di sale in modo da lucidare la superficie della pasta. Solitamente io salto questo passaggio e, quando decido di lucidare gli impasti, lo faccio solo poco prima di metterli in forno per la cottura. 
  12. Far lievitare ancora per circa 1 ora, senza superare la temperatura di 25° per impedire al burro di sciogliersi.
  13. Lucidare ancora con la stessa emulsione di uova, latte e sale.
  14. Preriscaldare il forno a 200°, farcire a piacimento (per esempio con della confettura) e poi cuocere per circa 20'.

A parte la torta con la confettura di albicocche, ho cotto le altre formine senza farcitura. Si possono infatti anche tagliare dopo la cottura e farcire in infiniti modi. Qui sta a voi decidere, in base ai vostri gusti e in base a quanto avete già disponibile in casa. C'è l'imbarazzo della scelta. Considerata la stagione, io suggerirei frutta, gelatina e frutta, crema al limone. Terrei il cioccolato per la prossima stagione... Ma siete voi a decidere.


Buona domenica





Con questa ricetta partecipo 
alla raccolta #32 di Panissimo 
di luglio 2015 di Sandra e Barbara






sabato 11 luglio 2015

Psicologia a tavola: un primo spunto per cominciare a parlarne insieme


La mia to do list del blog è infinitamente lunga e fortunatamente mi soffermo solo di tanto in tanto a scrivere due o tre punti al massimo da sviluppare. Non riesco mai a fare tutto quello che mi passa per la testa (troppe cose per una giornata di 24 ore), ma questo credo che sia un po' il cruccio di tutti e infatti non voglio lamentarmi troppo.
Una fra tutte queste cose è approfondire e far volare la rubrica sulla psicologia a tavola. Credo che questo sia un tema estremamente interessante e importante, ma è talmente delicato che bisogna affrontarlo con la massima cura, umiltà e precisione. Come sapete già, io non sono una psicologa, ma solo un'appassionata di questa scienza, oltre che una persona attenta e curiosa verso tutti i risvolti psicologici di ciò che facciamo ogni giorno. 
Dal giorno in cui ho creato l'etichetta del menù intitolata Psicologia a tavola non ho più avuto il tempo necessario per affrontare un argomento così complesso. Oggi ho deciso invece di prendere spunto dagli utili Quaderni della salute a cura della Fondazione Umberto Veronesi e specificatamente:
  • La salute in tavola. Speciale svezzamento e prima infanzia;
  • La salute in tavola. Speciale infanzia e adolescenza.
Oltre a suggerirvi di dare una lettura a questi e agli altri interessanti quaderni che potete trovare sul sito della Fondazione, vorrei condividere con voi alcuni brevi passaggi quali spunto di conversazione:

"... Queste fasi di vita del bambino sono caratterizzate dalla continua scoperta del mondo, anche per quanto riguarda cibi e bevande: sono gli anni in cui si formano le abitudini che lo seguiranno da grande e che, con il tempo, saranno più difficili da cambiare.

Imparare a nutrirsi con gusto, ma in modo sano, fin dai primi mesi deve diventare un fatto naturale, perché duri tutta la vita.  Se così non accade, anche la salute dei bambini corre molteplici rischi.
Da molti anni, infatti, l’organizzazione mondiale della sanità ha lanciato un allarme che riguarda i giovanissimi: un’epidemia di sovrappeso e obesità ha colpito molti paesi occidentali e, purtroppo, anche l’italia. nel nostro paese questo problema, in grado di condizionare gravemente la salute anche in età adulta, riguarda un bambino su tre.

Le colpe? Tante, un po’ di tutti: le porzioni eccessive, le scelte alimentari poco salutari, la scarsa attività sportiva, sostituita da tv e video- giochi.

La buona notizia è che possiamo fare molto, a cominciare dalla tavola: vivere tutti in salute (già dalla primissima infanzia) è più facile di quanto si pensi! "

Vi chiederete cosa c'entra questa premessa con il mio articolo sulla psicologia a tavola. Ecco quindi la mia domanda: "sia che voi siate dei genitori ben informati, attenti, scrupolosi e che si adoperano al meglio per insegnare le buone abitudini alimentari ai vostri bambini oppure che siate invece genitori meno informati sulle regole di una buona alimentazione, ma facciate comunque del vostro meglio per educare a tavola i figli, come vi comportate quando mangiate al di fuori delle mura  della vostra casa? Questa domanda spalanca un finestrone e potremmo stare qui a parlare per mesi.
  • Cosa vi piace di meno quando siete seduti ad una tavola che non è la vostra e avete accanto i vostri bambini, nell'età che va dallo svezzamento alla prima infanzia?
  • Quanto e come permettete a terze persone di offrire del cibo ai vostri figli?
  • Quanto e come vi opponete se non siete d'accordo su un alimento?
  • Vi è mai capitato di vedere persone tra parenti o amici che offrono insistentemente qualcosa da mangiare direttamente ai vostri figli, senza chiedervi nulla?
  • La caramella? E' un classico e allora vada pure per la caramella (magari non a 3 mesi di vita...), ma ovunque ti giri c'è qualcuno che tira fuori dalle tasche manciate di caramelle per i tuoi figli e non vede l'ora di vedere la loro faccia felice per essere felice a sua volta. Ho sempre pensato che questa sia una forma di grande egoismo oltre che di maleducazione, perché bisognerebbe sempre chiedere prima ai genitori se sono d'accordo e, solo dopo conferma, offrire qualcosa ai loro figli. L'egoismo secondo il mio parere deriva dalla voglia di sentirsi bene e felici dopo aver visto il sorriso di un bambino e la sua gratitudine. 
  • Come vi rapportate con i menù delle mense scolastiche? Quale idea avete e quanto vi battete se non siete d'accordo?

A me sono capitate tante situazioni diverse e ho sempre riflettuto molto prima di dire o fare qualcosa. Di fronte ad atteggiamenti che ritenevo sbagliati, ho sempre cercato di pormi prima molte domande sul perché, sulla mentalità della persona che avevo davanti, sulle sue abitudine, sulle sue intenzioni... Non ho mai voluto fare la mamma "agitata" pertanto ho sempre dato tempo al tempo e possibilità a tutti di comprendere quali fossero i miei paletti, i limiti che avevo ponderatamente deciso di mettere tra mia figlia e gli altri, in modo che senza offendere la sensibilità di nessuno, tutti potessero evitare di invadere impropriamente uno spazio.
Mi è capitato anche, durante la tenerissima età di Giulia (non era ancora stata svezzata, non aveva i denti ed aveva pochi mesi di vita) che un estraneo, un nonno che frequentava il nostro stesso spazio gioco con la propria nipote, cercasse di mettere in bocca alla mia piccola Giulia delle patatine in sacchetto. Ricordo che gli dissi prontamente di non dargliele, ma lui con fare offeso e scocciato tentò di spiegarmi che mia figlia poteva e doveva mangiare le patatine come gli altri bambini. E' chiaro che le patatine non sono un problema (a pochi mesi di vita lo erano...). Ho insegnato a Giulia che non fanno bene e di mangiarne solo di tanto in tanto, ma non sono vietate. Non vorrei pertanto soffermarmi troppo a lungo su casi limite, anche se purtroppo sono frequenti.
Partiamo da qui, se vi va. A me l'argomento sta a cuore e ritengo che sia un aspetto di fondamentale importanza nella nostra vita sociale. Mi da sempre molto da pensare, mi fa riflettere, mi fa conoscere meglio le persone che ho intorno, la loro natura e il mondo. 
E voi soprattutto cosa ne pensate?


giovedì 9 luglio 2015

Apriamo le Marche al mondo: itinerari fuori Expo

Il 18 e il 19 luglio, a Milano presso lo showroom Elica di via Pontaccio n. 8, si terrà un evento enogastronomico per presentare alcune delle eccellenze della regione Marche, con un riferimento particolare al borgo marinaro di Civitanova Marche.
Luci dal Porto racconterà le Marche ai suoi visitatori attraverso una mostra fotografica, video, degustazioni di pesce e di vino, storie e parole per bambini,...
Ecco il programma 


Potete trovare ulteriori dettagli collegandovi al sito marchebestway.com.

Andiamo a conoscere le Marche a Milano, ci vediamo lì!




Sweety of Milano: la più grande pasticceria del mondo




Questa volta vi avviso con un po' di anticipo, così potete organizzarvi e magari potremo anche incontrarci!
Il 19 e il 20 di settembre 2015 ci sarà Sweety of Milano, un grande evento di pasticceria o meglio la più grande pasticceria del mondo che incontra il grande pubblico. 
A Milano la più grande pasticceria del MondoNella maestosa cornice del Palazzo delle Stelline di Milano sarà possibile incontrare oltre 20 tra i più grandi maestri pasticceri italiani, degustare le loro creazioni e partecipare alle Masterclass, durante le quali ci sarà tantissimo da imparare.
L'evento è organizzato da Italian Gourmet con il patrocinio di AMPI, Conpait, Apci, Expo, Viaggiatore Gourmet.
Il 19 settembre, sempre presso il Palazzo delle Stelline di Milano e all'interno della manifestazione Sweety of Milan si terrà anche la finale del Panettone Day durante la quale una giuria formata da Iginio Massari (Presidente), Gino Fabbri, Davide Paolini, Maurizio Santin e Mara Nocilla premierà il miglior panettone 2015.
Per potersi iscrivere a Sweety of Milano bisognerà aspettare il 14 luglio.

Di seguito l'elenco provvisorio (disponibile ad oggi) dei pasticceri:


Fabrizio Galla

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Santi Palazzolo

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Paolo Sacchetti

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Attilio Servi

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Davide Comaschi

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Claudio Gatti

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Alfonso Pepe

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Alessandro Servida

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Luigi Biasetto

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Salvatore De Riso

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Pasquale Marigliano

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Giancarlo Perbellini

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Carmen Vecchione

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Lucca Cantarin

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Denis Dianin

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Luca Montersino

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Stella Ricci

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Mauro Morandin

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Fonte: http://www.sweetyofmilano.com