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venerdì 29 gennaio 2016

Giornata nazionale della Fonduta Valdostana nel Calendario del Cibo Italiano



Oggi è la giornata nazionale della Fonduta Valdostana nel Calendario del Cibo Italiano, di cui io sono l'ambasciatrice ufficiale. 
Se volete conoscere qualcosa di più di questo prodotto, ecco il link dove troverete il mio discorso sul sito dell'Associazione Italiana Food Blogger.


Vi ho già scritto tantissime volte del Calendario del Cibo Italiano, un bellissimo progetto AIFB del quale sinceramente non mi stancherò mai di scrivere né di parlare e del quale mi sento orgogliosamente e timidamente parte.




"Il Calendario del Cibo Italiano 

si propone di diffondere la cultura 
e la tradizione gastronomica dell’Italia
attraverso l’istituzione di un calendario 
in cui si celebrano, in 366 giornate 
e 52 settimane nazionali, 
i nostri  piatti e i prodotti più tipici, 
scelti sulla base della loro diffusione e dei loro legami 
con la cultura popolare e organizzati sulla base 
del calendario delle stagioni 
e delle ricorrenze litugiche o istituzionali.
Ciascuna delle 52 settimane è dedicata all’approfondimento 
di un tema scelto fra quelli che hanno maggiormente influito 
sulla storia della gastronomia italiana
così da delinearne in modo preciso la fisionomia. 
Ciascun giorno dell’anno è dedicato alla celebrazione 
di uno dei piatti o prodotti tipici che ne hanno decretato la fama.

L’obiettivo è quello di dar vita 
ad una vera e propria festa del cibo italiano
in modo corale e costante, 
nell’ottica di un riscatto della tradizione
delle eccellenze
del territorio
della storicità delle testimonianze umane 
e della tutela delle tecniche 
tramandate di generazione in generazione, 
nella consapevolezza che anche la cucina italiana 
è un patrimonio culturale, 
le cui ricchezze vanno quindi tutelate e preservate 
in primo luogo da chi a questa cultura appartiene 
per origine e per nascita".





Vi aspetto sul sito AIFB
per leggere l'articolo
(cliccate qui per accedervi)







Ecco invece chi 
contribuisce a questa giornata 
con una propria ricetta:













Ci trovate anche sui social network 

   
#‎calendarioitalianodelcibo‬ 
#italianfoodcalendar
#calendarioaifb



mercoledì 27 gennaio 2016

Crostata con crema pasticcera al cioccolato e pistacchi




Oggi vi propongo un altro abbinamento vincente, quello tra cioccolato e pistacchio. Facciamo insieme una frolla classica per la base della torta, prepariamo una crema pasticcera al cioccolato per farcire e poi terminiamo con della granella di pistacchi.








E' una torta semplice, ma d'effetto e di gran gusto. Potete preparare la frolla in anticipo (io vi consiglio sempre di lasciarla riposare in frigorifero almeno 12 ore), cuocerla e poi dedicarvi con calma alla crema pasticcera.

Un altro consiglio che vi do in merito alla frolla è quello di riporla in frigorifero per un altro riposo di circa 30 minuti, anche dopo averla stesa con il mattarello e adagiata nella tortiera. 
Durante il mio corso di pasticceria mettevamo le frolle (già adagiate nelle tortiere e bucherellate sul fondo con i rebbi di una forchetta) in abbattitore e poi procedevamo con la cottura in forno. 
Questo accorgimento permette alla frolla di "riprendersi" dal calore sprigionato durante la lavorazione e le fa mantenere la sua forma perfetta anche dopo la cottura.
E' anche importante aggiungere poca farina durante la lavorazione con il  mattarello. Per evitare di incorrere in questo problema, cerchiamo di stendere la frolla tra due fogli di carta forno. In questo modo potremo aggiungere qualche pizzico di farina e basta.









Per questa torta ho fatto riferimento alla grammatura della frolla della "Crostata con ganache al cioccolato e lamponi: ricetta del maestro Davide Comaschi", mentre per la crema pasticcera al cioccolato ho fatto riferimento alla ricetta di Accademia Montersino.










Ingredienti per la frolla
(per una tortiera da 28 cm di diametro)

  • 300 g di burro
  • 250 g di zucchero
  • 60 g di uova
  • 25 g di tuorlo
  • 7,5 g di latte
  • 2,5 g di sale
  • 5 g di lievito in polvere
  • 500 g di farina


Preparazione della frolla



Mettiamo il burro plastico e a temperatura ambiente nel bicchiere della planetaria e lo lavoriamo qualche minuto con lo scudo.

Aggiungiamo lo zucchero e poi anche i liquidi.
E' meglio miscelare preventivamente i liquidi (uova, tuorli e latte) in una boule e poi versarli nel bicchiere della planetaria.

Aggiungiamo il sale e poi la farina e il lievito (questi ultimi due precedentemente setacciati insieme un paio di volte).

E' importantissimo setacciare sempre gli elementi secchi, così come è importante non lavorare eccessivamente l'impasto per evitare di creare troppo glutine. Lo sviluppo eccessivo di glutine in una frolla genera una pasta stopposa.

Terminato il lavoro, riponiamo la frolla in frigorifero (coperta da pellicola alimentare o carta forno) e la lasciamo riposare 12 ore.










Ingredienti 
per la crema pasticcera


  • 900 g di latte
  • 100 g di panna
  • 250 g di tuorli
  • 40 g di amido di mais
  • 50 g di cacao amaro in polvere
  • 150 g di cioccolato fondente 55%
  • 100 g di burro
  • 200 g di zucchero semolato


Preparazione della
crema pasticcera


Procediamo con il metodo classico e non con il metodo "montato" perchè il cacao crea grumi e fa ispessire.

Mettiamo latte e panna in un pentolino sul fuoco fino a raggiungere quasi l'ebollizione.

A parte misceliamo tuorli e zucchero e poi aggiungiamo l'amido e il cacao setacciati.

Togliamo latte e panna dal fuoco, li versiamo sul composto di tuorli, zucchero, amido e cacao mescolando con una frusta.

Rimettiamo il tutto nel pentolino sul fuoco e, continuando a mescolare facendo attenzione a non formare dei grumi, riportiamo alla temperatura di 82/85°C.

Abbassiamo la fiamma e continuiamo a mescolare per qualche minuto fino a raggiungere la consistenza desiderata.

Aggiungiamo il cioccolato a pezzettini e il burro per mantecare. Mescoliamo bene il tutto e la crema è pronta.


La crema pasticcera deve essere subito coperta con pellicola alimentare a contatto, riducendo al massimo la penetrazione di aria, per evitare proprio che l'aria la danneggi. 

E' importantissimo abbreviare il più possibile il tempo di raffreddamento perché questo è il momento più critico da punto di vista dell'igiene alimentare ovvero il momento in cui è maggiormente possibile che si formi una carica batterica che rischierebbe di danneggiare e compromettere la crema. Possiamo usare il ghiaccio, mettendolo tutto intorno alla ciotola con la crema, e poi non appena possibile mettiamo la crema in frigorifero, nella parte bassa (più fredda). Possiamo lasciarla qualche minuto in freezer, senza farla congelare, prima di posizionarla in frigorifero.

La conservazione dipende dal procedimento: maggiori sono state le nostre attenzioni in fase di cottura, raffreddamento e conservazione, maggiore sarà la durata. Consideriamo comunque al massimo 2/3 giorni in frigorifero.











Nota: 
Per questa crostata ho provato anche a preparare una crema pasticcera con 1 litro di latte e senza panna. E' buonissima e perfetta. Se non avete quindi la panna, potete provare anche voi a farla con il solo utilizzo del latte.




lunedì 25 gennaio 2016

Insalata di Finocchi e Arance






Nel Calendario del Cibo Italiano di AIFB, la settimana che si è appena conclusa è stata dedicata agli agrumi e, in particolare, il 21 gennaio è stata la giornata nazionale dell'Insalata di Finocchi e Arance.
Da quel giorno, è già la seconda volta che propongo alla mia famiglia questo piatto semplice, freschissimo e buono.
Il Calendario del Cibo Italiano non è solo una grande festa del cibo italiano, una celebrazione della nostra cultura gastronomica e un motivo di studio e formazione, ma è anche un utilissimo ricettario di altissimo livello.
Oggi sfogliamo ancora insieme queste pagine e prepariamo insieme l'Insalata di Finocchi e Arance.


Ingredienti 
(per 4 persone):

  • 2 arance
  • 1 finocchio
  • il succo filtrato di un’arancia
  • 1 o 2 cucchiai di olio evo
  • sale


Preparazione
(Tempo circa 15 minuti):


Mondiamo il finocchio, lo laviamo e lo lasciamo in acqua fredda per una decina di minuti.

Affettiamo finemente il finocchio e lo disponiamo sul piatto insieme a delle fettine di arancia pelate a vivo.

Facciamo un'emulsione di succo d'arancia, olio e sale e poi la usiamo per condire l'insalata.










sabato 23 gennaio 2016

Giornata Nazionale delle Sarde in Saor nel Calendario del Cibo Italiano

Oggi ricorre la giornata nazionale delle Sarde in Saor nel Calendario del Cibo Italiano di cui Marianna Bonello è l'ambasciatrice ufficiale.
Se volete conoscere qualcosa di più di questo prodotto, ecco il link dove troverete il discorso di commemorazione sul sito dell'Associazione Italiana Food Blogger.
Per contribuire anch'io a questa giornata dedicata alle Sarde in Saor, vi ripropongo di seguito una ricetta che avevo preparato un pò di tempo fa.





Piatto per 4 persone
Tempo previsto 1 ora abbondante


Ingredienti:
  • 4 sarde a persona 
  • 1 cipolla grande
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
  • 1 bicchiere di aceto di vino bianco
  • olio evo
  • 1 noce di burro
  • sale
  • pepe
  • un po' di farina per infarinare
  • acqua frizzante per la pastella 
  • olio per friggere

Procedimento:
  1. Tagliare finemente la cipolla (io l'ho lasciata a pezzetti più grandi e irregolari) e farla imbiondire in una padella con il burro o l'olio a fuoco basso. 
  2. Una volta che la cipolla sarà appassita, aggiungere vino bianco e poi aceto facendo sfumare (si può anche aggiungere a questo punto delle bacche di ginepro, l'alloro, pinoli e uvetta). Regolare con sale e pepe e tenere da parte.
  3. Pulire le sarde eliminando la testa, la lisca centrale, interiora e squame. Le laviamo e le infariniamo per friggerle. Possiamo decidere di infarinarle semplicemente o di preparare una tempura nel quale immergerle prima di friggerle. Se decidiamo di fare una tempura, dobbiamo prendere un recipiente, versare circa 100 g di acqua frizzante o birra, 250 g di farina e 1 uovo intero e poi immergere le sarde prima di friggerle.
  4. Friggiamo le sarde e le mettiamo ad asciugare su un piatto con un foglio di carta paglia.
  5. Prendiamo una terrina e alterniamo uno strato di sarde ad uno strato di salsa di cipolle. 


Questo è un piatto che risulterà ancora più buono se verrà preparato con un giorno d'anticipo.




venerdì 22 gennaio 2016

Basi di pasticceria: Precristallizzazione del cioccolato







Precristallizzare il cioccolato è fondamentale per la lavorazione del cioccolato ed è una tecnica che consente di preparare il cioccolato per la sua successiva forma cristallizzata, ovvero consente di formare nel cioccolato una quantità necessaria di cristalli per avere la giusta brillantezza, più croccantezza e profumo, ma anche una maggiore conservabilità.
Tempo fa si usava dire "temperaggio del cioccolato", ma di recente il termine è stato sostituito da "precristallizzazione" perchè non si tratta solo di portare il cioccolato alla giusta temperatura, ma anche di creare appunto la giusta quantità di cristalli.


Procedimento per 
precristallizzare il cioccolato


Spezzettiamo il cioccolato e lo sciogliamo a bagnomaria oppure al microonde. 

  • Il cioccolato fondente si fonde a 50°C
  • Il cioccolato bianco si scioglie a 45°C
  • Il cioccolato al latte si scioglie a 45°C


Se decidiamo di scioglierlo a bagnomaria dobbiamo fare attenzione affinché l'acqua non bagni il cioccolato. E' bene infatti usare una ciotola sufficientemente larga da coprire tutta la pentola con l'acqua sottostante e che nessuno schizzo d'acqua fuoriesca e vada a contatto con il cioccolato. Anche l'umidità danneggia il cioccolato.

Se invece sciogliamo il cioccolato nel microonde, dobbiamo impostare un timer per al massimo 30 secondi e mescolare il cioccolato in fase di scioglimento ogni 30 secondi, fino a completa fusione.

Versiamo il cioccolato fuso su un piano in marmo e lo temperiamo con un tarocco (spatola) fino a portarlo alla temperatura di 29/30°C.
Solleviamo il cioccolato con il tarocco e poi lo riadagiamo sul piano in marmo. Lo raccogliamo al centro e lo risolleviamo con il tarocco, continuando questi movimenti fino a portarlo alla temperatura suddetta.

Raggiunta la temperatura di 29/30°C, rimettiamo il cioccolato a bagnomaria per qualche secondo, in  maniera da portarlo alla temperatura di 31°C. Possiamo anche rimetterlo nella ciotola precedentemente usata (che avrà mantenuto calore) e mescolarlo un pò per far salire di 1 o 2 gradi la temperatura.

Prendiamo lo stampo che abbiamo deciso di usare, in base alla forma che vogliamo dare al nostro cioccolato, e lo portiamo anch'esso alla temperatura di 31°C. E' importante che lo stampo abbia la stessa temperatura del cioccolato.

Riempiamo lo stampo e riponiamo il tutto in frigorifero.








domenica 17 gennaio 2016

Crostata con ganache al cioccolato e lamponi

Oggi abbiamo una ricetta speciale: la crostata con ganache al cioccolato e lamponi del campione del mondo di cioccolato Davide Comaschi (pasticceria Martesana di Milano).

Quale modo migliore per augurarvi buona domenica?




Ingredienti

Di seguito trovate le quantità totali indicate dal maestro a "Dolcemente Con", ma io ho ridotto la quantità di farina a 500 g e ricalibrato di conseguenza tutti gli altri ingredienti per ottenere una torta da 28 cm e una ventina di biscotti da accompagnare. Scegliete voi se fare tutta la qualità indicata oppure ridurre gli ingredienti per fare delle torte più piccole. Io faccio sempre 500 g di farina, ma potete ricalcolate il tutto partendo anche da 300 g di farina per riempire la stessa tortiera e non avere pasta in eccesso per fare i biscotti (che però vanno sempre a ruba...).

Per la frolla:
  • 600 g di burro
  • 500 g di zucchero
  • 120 g di uova
  • 50 g di tuorlo
  • 15 g di latte
  • 5 g di sale
  • 10 g di lievito in polvere
  • 1000 g di farina

Questa è una frolla diversa rispetto a quella che mi sono abituata a fare (del maestro Luca Montersino) e che fino ad oggi ha deliziato tutti in famiglia. Come potete notare la quantità di zucchero è superiore, abbiamo anche le uova intere e non solo i tuorli, più liquidi (compreso anche il latte) e il lievito. Il risultato è eccezionale e diverso. Entrambe buonissime, per usi diversi e con consistenze diverse. E' una frolla ricca e molto friabile.

Per la ganache:
  • 250 g di cioccolato fondente al 60%
  • 200 g di panna
  • 15 g di burro
  • 10 g di zucchero

Anche questa ganache è differente rispetto a quella che vi ho proposto più volte.


Per la decorazione:
  • 50 g di lamponi
  • zucchero a velo quanto basta


Prepariamo la frolla


Mettiamo il burro plastico e a temperatura ambiente nel bicchiere della planetaria e lo lavoriamo qualche minuto con il gancio "K".

Aggiungiamo lo zucchero e poi anche i liquidi.
E' meglio miscelare preventivamente i liquidi (uova, tuorli e latte) in una boule e poi versarli nel bicchiere della planetaria.

Aggiungiamo il sale e poi la farina e il lievito (questi ultimi due precedentemente setacciati insieme un paio di volte).

E' importantissimo setacciare sempre gli elementi secchi, così come è importante non lavorare eccessivamente l'impasto per evitare di creare troppo glutine. Lo sviluppo eccessivo di glutine in una frolla genera una pasta stopposa.

Terminato il lavoro, riponiamo la frolla in frigorifero (coperta da pellicola alimentare o carta forno) e la lasciamo riposare 12 ore.



Prepariamo la ganache


Mettiamo panna e zucchero in una casseruola sui fornelli e li portiamo alla temperatura di 90°C.

Mettiamo il cioccolato a pezzetti in una caraffa (leggermente presciolto) e poi versiamo il liquido (panna e zucchero già portati alla temperatura di 90°C). 
E' importante versare il liquido diluendone la quantità in 5 volte ed emulsionando il tutto contestualmente con un mixer ad immersione.

Infine uniamo il burro ed emulsioniamo.



Cottura e montaggio


Prendiamo la nostra frolla dal frigorifero, la stendiamo su un foglio di carta forno con l'utilizzo di un mattarello e poi la adagiamo in una tortiera.
Bucherelliamo il fondo della frolla con i rebbi di una forchetta e poi riponiamo in forno a 170° per circa 25/30'.
Sarebbe bene riporla ancora in frigorifero per una mezz'ora prima di metterla in cottura.
Se volete, potete mettere un foglio di carta forno anche sopra la frolla e riempire di fagioli tutto il volume fino al bordo della tortiera. Questo eviterà di far gonfiare la frolla e di farle perdere forma.

Dopo la cottura e il raffreddamento della frolla possiamo versarle sopra la ganache al cioccolato. Se vogliamo avere uno strato perfetto, faremo uso del sac à poche e la verseremo a spirale.

Terminiamo con i lamponi, i quali possono essere in quantità tale da coprire interamente la torta oppure essere messi in maniera più distanziata tra di loro.

Spolveriamo infine con dello zucchero a velo.







Vi saluto con un detto antico 
e sempre attuale, che mi ha
fatto felicemente compagnia 
per tutta questa settimana:
La volpe che non arriva all'uva.... 
dice che è acerba!
Conoscete anche voi qualche volpe?
Buona domenica a tutti.







sabato 16 gennaio 2016

Laboratorio di cucina dai 4 anni in su: La pasta fresca fatta in casa




Ma quanti siamo oggi?














Aggiungi un posto a tavola

poi un altro e un altro ancora

Metti 5 kg di farina 

delle farce saporite


Invitiamo i bambini



i ragazzi, i grandi 


e chi ha voglia di sporcarsi le mani

Rompi le uova 

trova olio di gomito 

e comincia a lavorare

Mettici tanta allegria 

tanta passione 

tanta voglia di condividere

ed ecco uno speciale momento 

di aggregazione


Per insegnare bisogna avere 

un’infinita voglia di imparare 

perchè insegnare e imparare 

sono per me la stessa cosa:

tanta umiltà, ma anche generosità


Bambini e ragazzi sono 

un’incredibile fonte di stimolo 

ed una inesauribile potenza

Dove possono arrivare 

nessuno lo sa

Fino a dove possono imparare 

nemmeno loro lo sanno


A noi grandi e un pò più attempati 

non resta che ammirarli 

e dar loro una mano quando serve


Questo non sarà mai un lavoro

questo si chiama privilegio


























Per tutelare i presenti al corso, mi limito tantissimo nella pubblicazione delle foto. Sarebbe stato bello mostrarvi alcune immagini che parlano da sole dell'allegria di questa giornata, ma anche della passione e della dedizione che bambini e ragazzi hanno messo nel loro lavoro. Ho scoperto dei futuri chef! Non potete immaginare com'erano gasati e motivati. Eravamo in tantissimi e questo, forse, non mi ha permesso di dedicare ad ognuno le attenzioni che meritava, ma avremo modo di perfezionarci.
Sentirsi chiamare da tutte le parti per mostrarmi delle sfoglie perfettamente tirate con il mattarello è stato divertente, ma anche motivo di grande e spontanea felicità.
Vedere i volti dei ragazzi e dei più piccoli che si riempivano di orgoglio e di motivazione, mano a mano che incontravano il mio consenso, faceva crescere una bellissima sensazione. 
Il lavoro di gruppo e le sinergie emozionali e pratiche sono un'infinita fonte di energia e un potenziale che non ha limite. 
Proprio durante questa settimana pensavo, come spesso mi è capitato di pensare nella vita professionale, a quanto poco basti per motivare e a liberare le capacità delle persone e a quanto poco basti, per contro, a demotivare e legare psicologicamente le persone. Insegnare è qualcosa che deve dare un'enorme felicità a chi lo fa e che deve sempre far sentire il maestro sullo stesso piano del suo allievo.

Quello che non sappiamo fare oggi, lo impareremo sicuramente  domani.



Tortelli di broccoli e ragù serviti con brodo vegetale










Ammetto di aver appositamente avanzato un pò del piatto "Terrina di broccoli e ragù gratinati" per fare questi tortelli in brodo....
Se è vero che a volte ravioli e tortelli sono un ottimo modo per riciclare un avanzo del pasto del giorno prima, a volte capita che si avanzi appositamente una piccola parte di un pasto saporito per reinventarla sotto forma di pasta ripiena.

Se volete, cliccate qui per riaprire il post sulla Terrina di broccoli. Vi consiglio di cucinarli perchè sono sani e pieni di sapore. Prelevatene circa 1 etto (non ve ne servirà molto per fare i tortelli). Dovete in ogni caso regolarvi un pò in base alle vostre abitudini e alla quantità di ravioli che solitamente vi piace mangiare. Con 1 etto di farcia io ho preparato 4 porzioni da circa 10 tortelli a persona.

Per quanto riguarda la sfoglia, ho impastato 200 g di farina di tipo 1 con 2 uova e un pizzico di sale, mettendo la farina nel classico modo "a fontana", rompendo al centro due uova intere con il sale e amalgamando piano piano tutta la farina, incorporandola dall'esterno verso l'interno. 
Il panetto, liscio e omogeneo, ha riposato in frigorifero 30 minuti, coperto con pellicola trasparente. 
Trascorso il tempo di riposo, ho steso la pasta con il mattarello fino ad uno spessore di pochi millimetri e ho ritagliato tanti quadratini di pasta (misura circa cm 4x4).
Ho posizionato piccole quantità di farcia al centro di ogni quadrato e poi ho ripiegato un angolo del quadrato verso l'angolo di pasta opposto, ottenendo un triangolo e schiacciando bene i bordi per chiudere la farcia all'interno. Infine ho congiunto le punte laterali dando al tortello la sua classica forma.

Per quanto riguarda il brodo io ho usato un semplice brodo vegetale fatto con 2 carote, 1 cipolla, 1 patata, alloro e sale grosso. Ho messo tutte le verdure lavate, pelate e tagliate grossolanamente in una pentola con circa 3 litri d'acqua fredda e ho portato ad ebollizione. Ho quindi portato avanti la cottura per circa 1 ora, schiumando se necessario.

Prima di cuocere i tortelli ho tolto le verdure e ho filtrato per bene il brodo. 
Ho riportato ad ebollizione il brodo, ho salato ancora leggermente e ho versato i tortelli.
I torteli freschi fatti in casa cuociono molto velocemente. Avendo usato una farina di tipo 1, lessateli magari 1 minuto in più. Regolatevi sempre comunque con l'assaggio e considerate in totale qualche minuto di cottura. 

Serviteli e gustateli caldi. Il brodo, i tortelli e il loro saporitissimo ripieno vi scalderanno davvero.
















venerdì 15 gennaio 2016

Il cavolo romanesco con la sua zucca


In quest'ultima passione per le terrine gratinate in forno a base di cavoli, poteva forse mancare il cavolo romanesco?
Non lasciatevi confondere dalle brutte foto degli ultimi tempi, scattate tutte di sera con una luce bruttissima e da chi, come me, deve ancora trovare il tempo di esercitarsi nella fotografia... Il piatto è buonissimo!
Potete mangiarlo come contorno o come seconda portata, come abbiamo fatto noi.




Ingredienti
(per 3/4 persone):

  • 1 cavolo romanesco
  • circa 300/400 g di zucca (già privata della buccia)
  • un goccio di olio evo
  • sale fino e sale grosso quanto basta
  • una grattugiata abbondante di grana o parmigiano reggiano (quantità in base al gusto personale)


Preparazione
(tempi circa 20/30 minuti):



Laviamo il cavolo e tagliamo le cimette.
Laviamo la zucca e la tagliamo a pezzetti irregolari.

Facciamo lessare il cavolo in acqua salata e lo scoliamo non appena sarà cotto e ancora leggermente al dente.
Facciamo rosolare la zucca con un goccio di olio evo in una padella e poi continuiamo la cottura fino a che diventerà morbida, bagnando con un pò di acqua o brodo vegetale.

Prendiamo una pirofila e adagiamo il cavolo precedentemente lessato.
Frulliamo la zucca cotta, tenendo un pò di liquido di cottura e poi spalmiamo la crema ottenuta sopra i cavoli.
Terminiamo con una bella grattugiata di parmigiano o grana e un giro d'olio evo prima di far gratinare in forno a 200°C per 5 minuti.



giovedì 14 gennaio 2016

Terrina di broccoli e ragù al gratin








Noi oggi replichiamo con terrine e cavoli: è la volta dei broccoli al ragù gratinati in forno con parmigiano.
Non potevo non cucinare i broccoli dopo aver dato il benvenuto al mio piccolo e nuovo logo...
Ciao piccolo e simpatico cuoco verde, benarrivato! Andiamo in cucina.


Ingredienti
(per 3/4 persone):


  • 1 broccolo grande o due di medie dimensioni
  •  goccio di olio evo (si può anche omettere)
  • sale grosso quanto basta per lessare i broccoli
  • 1 pizzico di sale fino
  • 1 grattugiata a piacere di parmigiano o grana
  • 4 o 5 cucchiai di ragù di carne

Procedimento
(meno di 30' con ragù già pronto):

Per preparare il ragù, vi indico un articolo precedente (cliccate qui per aprirlo) in cui ho trascritto una ricetta di Accademia Montersino. In questo caso io non ho seguito la ricetta alla lettera, ma ho preparato un classico ragù di carne con pomodori freschi, senza il concentrato di pomodoro e il latte indicati nell'articolo. A voi la scelta, in base ai vostri gusti e alle vostre abitudini. Vanno benissimo entrambi.

Per quanto riguarda i broccoli invece, li dobbiamo lavare, tagliare le cimette, farli lessare in acqua leggermente salata e poi li scoliamo bene.
Possiamo passarli nel ghiaccio o nell'acqua fredda per qualche secondo in modo da bloccare la cottura e mantenere un bel colore.
A questo punto prendiamo una pirofila (non c'è bisogno di ungerla d'olio o di burro, adagiamo i broccoli, li saliamo e li copriamo con uno strato di ragù di carne. Terminiamo con una bella grattugiata di parmigiano o grana e, se vogliamo, con un giro d'olio evo.
Gratiniamo in forno per 5 minuti a circa 200°.