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lunedì 30 maggio 2016

Biscotti al limone










Ne abbiamo visti dappertutto di biscotti così, vero? Classici, semplici e buoni da impazzire: biscotti di frolla montata al limone.



Ingredienti
(per circa 30 biscotti)


  • il succo di 1 limone
  • la scorza grattugiata di 2 limoni
  • 8 g di baking
  • 250 g di farina "debole" adatta alla frolla
  • i semi di mezzo baccello di vaniglia
  • 100 g di burro
  • 100 g di zucchero semolato
  • zucchero a velo quanto basta per spolverare prima di infornare e dopo la cottura
  • 1 uovo intero



Preparazione



Montiamo burro, zucchero e semi di vaniglia con le fruste.

Aggiungiamo i liquidi (uovo, succo di limone) e amalgamiamo.

Aggiungiamo la farina e il lievito setacciati insieme almeno un paio di volte.

Impastiamo il tutto, inseriamo il composto nel sac à poche e diamo forma ai biscotti, adagiandoli direttamente sulla teglia foderata con carta forno. Scegliamo preventivamente la forma che vogliamo dare ai biscotti e poi divertiamoci con la tasca da pasticcere e con una bocchetta adeguata alla forma che ci piace maggiormente.




Inforniamo nel forno preriscaldato e cuociamo a 170°C fino a doratura (circa 15/20 minuti), in modalità statica.







mercoledì 25 maggio 2016

Cuori di Casatella Trevigiana e Asparago di Badoere








Sono stata invitata ad un matrimonio il prossimo 29 maggio a Treviso, presso la loggia di Palazzo dei Trecento, in piazza dei Signori... tra la Casatella Trevigiana e l'asparago di Badoere. Spettegoliamo un pò su questi sposi? Ma si, dai!

La Casatella è un tipico formaggio fresco a pasta molle, lievemente mantecata, dal sapore dolce e lievemente acidulo. Tipica della zona trevigiana e dalla storia antica, prende il nome da Casada o Casata, in ragione della consuetudine di produrla nelle case. Le donne delle campagne trevigiane erano solite effettuare la mungitura dei capi di bestiame, lavorando il latte con attrezzi rudimentali e tecniche molto semplici tramandate nei secoli. La Casatella che veniva prodotta variava a seconda delle stagioni: si preferiva l'inverno perché il latte era più ricco di grassi.
Quest'anno si festeggiano gli 8 anni di DOP, denominazione di origine protetta ovvero il marchio di qualità che viene attribuito dall'Unione Europea agli alimenti che hanno particolari caratteristiche di unicità, le quali dipendono esclusivamente o essenzialmente dal territorio di appartenenza. L'ambiente geografico raggruppa fattori naturali e umani che permettono di ottenere un prodotto inimitabile fuori dal contesto territoriale.

L'asparago di Badoere I.G.P. rappresenta invece una delle coltivazioni più pregiate del Veneto. Ha notevoli proprietà dietetiche, è ricco di vitamine e minerali, è diuretico e depurativo grazie al contenuto di acqua e fibre, ha un basso valore energetico e un elevato contenuto di acido folico.
Ogni anno, tra aprile e maggio, ricorre l'appuntamento con la Mostra dell'Asparago di Badoere I.G.P., che si svolge sotto i portici della Rotonda di Badoere e che quest'anno festeggia la sua 49° edizione.




La zona di produzione e confezionamento  è compresa nell’ambito delle province di Padova, Treviso e Venezia.






Il territorio interessato dalla produzione dell’asparago di Badoere I.G.P. è un succedersi di oasi naturalistiche, dimore medioevali, mulini cinquecenteschi, ville venete, incantevoli scorci che si presentano al turista uniti all’ospitalità e alla bontà dei prodotti della terra, primi fra tutti l’Asparago di Badoere e il radicchio rosso di Treviso. Il percorso segue il tracciato del fiume Sile, idealmente dalle sue sorgenti (al confine tra le Province di Padova e Treviso) fino alla città di Treviso e oltre. Si tratta di un’area dalla forte valenza ambientale e storico-culturale, il cui elemento centrale può essere identificato con l’acqua. Tutta l’area è legata ad un’antica tradizione rurale, con i tanti borghi che hanno saputo conservare non solo un’agricoltura di alto livello, ma anche preziose testimonianze artistiche e naturalistiche.

La ricetta

In quale modo posso dare il mio contributo a questo connubio di sapori? Sicuramente in infiniti modi, ma partendo dalle mie basi e da quello che rappresenta per me il più grande amore in cucina, posso scegliere di buttarmi sulla pasta fresca fatta in casa oppure nella preparazione di un lievitato. C'è davvero da sbizzarrirsi, ma alla fine ho optato per un raviolo a forma di cuore, che sancisce il matrimonio di sapori e celebra la festa che si terrà il 29 maggio. La farcia del raviolo è proprio composta da asparagi di Badoere e Casatella Trevigiana. Il sapore è davvero ottimo, così ho deciso di non preparare una salsa specifica d'accompagnamento, ma di servire il piatto con del semplice olio extravergine. 
Mancava solo qualche fogliolina fresca di prezzemolo per guarnire il piatto e profumare il tutto, ma la grandine degli ultimi due giorni mi ha purtroppo rovinato tutte le piantine... Voi però nel vostro piatto mettete un pò di prezzemolo!
Buon appetito.


Ingredienti per la pasta fresca 
fatta in casa (dose per 4 persone):

  • 150 g di farina tipo 0 di grano tenero
  • 50 g di farina di semola (possiamo usare anche solo farina tipo 0 di grano tenero)
  • 2 uova
  • un pizzico di sale (facoltativo perchè è sufficiente salare la farcia e l'acqua di cottura dei ravioli)


Ingredienti per la farcia:

  • un mazzetto di Asparagi di Badoere
  • 150 g di Casatella Trevigiana
  • sale fino quanto basta
  • un goccio di olio extravergine di oliva
  • pepe bianco quanto basta
  • qualche fogliolina di prezzemolo fresco


Preparazione della pasta
e della farcia





Miscelate le farine e mettetele sul vostro piano di lavoro nel classico modo "a fontana". 
Versate le uova al centro della fontana, il sale (se decidete di metterlo anche in questo passaggio) e cominciate a lavorare le uova con una forchetta e poi ad incorporare la farina, dall'esterno verso l'interno, fino ad impastare tutto e ad avere un bel panetto liscio ed omogeneo.
Coprite con pellicola, riponete in frigorifero e fate riposare per circa 30 minuti.

Nel frattempo preparate la farcia. Lavate gli asparagi, eliminate la parte più legnosa e raschiate i turioni con un pelapatate. A questo punto li cuocete a vapore oppure lessandoli in acqua non salata. Una volta cotti, scolateli e frullateli con la Casatella, il sale fino, il pepe bianco e il prezzemolo fresco. Otterrete un bel composto cremoso e denso da utilizzare per farcire i ravioli. Non c'è bisogno di usare uova.

Trascorso il tempo di riposo della pasta fresca, stendete il panetto con un mattarello, su un piano di lavoro leggermente infarinato.
Bisogna stendere la sfoglia molto sottile, fino a pochi millimetri di spessore. 
Ritagliate con il coltello o con una rotella tanti quadratini di pasta, sufficientemente grandi da contenere il coppapasta a forma di cuore avete a disposizione. Io ho usato una forma a cuore per biscotti di medie dimensioni, ma qui potete davvero sbizzarrirvi con le dimensioni. Se "coppate" bene e se avete fatto una bella sfoglia, i vostri ravioli non si apriranno durante la cottura. Nell'archivio del blog potete trovare molte forme bizzarre, anche ravioli a forma di Babbo Natale, molto più grandi di questi cuoricini, che vi posso assicurare non essersi mai rotti in cottura, né durante la composizione del piatto.

Adagiate delle piccole noci di farcia (nel mio caso un cucchiaino) al centro di ogni quadrato di pasta, quindi sovrapponete con un altro quadrato di pasta e premete forte - "coppate" - con il vostro stampo a forma di cuore. 
Continuate così fino alla fine degli ingredienti e adagiate tutti i ravioli su un vassoio con un canovaccio pulito (questo vi eviterà di cospargerli di farina) e copriteli con un canovaccio.

Mentre state per terminare la composizione dei ravioli, fate bollire l'acqua per la cottura, salate con sale grosso e poi lessate i ravioli. 
La cottura della pasta fresca fatta in casa è sempre molto veloce (pochi minuti).
Se temete di rompere i ravioli mentre li scolate, potete aiutarvi prelevandoli dalla pentola con una schiumarola e adagiandoli delicatamente in uno scolapasta. 
Procedete quindi alla composizione del piatto e condite con del semplice e ottimo olio extravergine di oliva e con qualche fogliolina di prezzemolo fresco.








Tanta felicità agli sposi!




Fonti e crediti testi sui prodotti: 











domenica 22 maggio 2016

Merluzzo a sorpresa











Con questa ricetta chiamo all'appello tutte quelle mamme che spesso devono inventarsi nuovi piatti, camuffando e travestendo alcuni ingredienti... per mettere a tavola i propri bambini.

La mia Giulia mangia quasi tutto, ma il merluzzo da un pò di tempo l'ha stancata. Così oggi ho provato a cambiare l'abito al merluzzo e ho tentato la sorte. La risposta è stata: "Mamma, buono questo pollo fritto!".

Noi friggiamo una o due volte all'anno, quasi mai superiamo questi numeri, ma devo ammettere che adoro il fritto. Oggi è una di quelle volte in cui, a finestre finalmente spalancate (forse, forse la primavera è arrivata), friggo il filetto di merluzzo facendo una panatura con il brick Bonsemì di Petraviva.
Risultato? Buonissimo. Per mia figlia e mio marito, che non amano particolarmente il sapore deciso del merluzzo, è un buon compromesso per addentare questo filetto. E allora vediamo gli ingredienti:


  • 1 filetto di merluzzo a persona
  • 1 uovo 
  • sale fino quanto basta
  • qualche fogliolina di prezzemolo sminuzzata
  • olio per friggere 
  • 6 cucchiai di sfarinato brick Bonsemì di Petraviva (miscela composta da farina di grano tenero, semi di girasole, semi di sesamo, semi di lino, semi di miglio, di soia e farina di segale). Se non avete la miscela pronta, potete crearla miscelando questi ingredienti singolarmente. Ormai avrete notato che amo molto questo brick di petraviva e lo uso spesso per svariate ricette, prima fra tutte per fare il pane.


Preparazione 
(tempo 10 minuti):


Sbattiamo l'uovo in un piatto fondo e vi adagiamo i filetti, coprendoli bene con l'uovo da entrambi i lati.

Versiamo la miscela di farine e semi con il prezzemolo sminuzzato in un altro piatto e vi adagiamo sopra i filetti di merluzzo, facendo aderire bene da entrambi i lati.

Scaldiamo bene l'olio in una padella e friggiamo i filetti di merluzzo.

Facciamoli asciugare su un foglio di carta paglia, saliamo e aggiungiamo qualche fogliolina di prezzemolo.










sabato 21 maggio 2016

Pasta Madre Day 2016








Basta attraversare il Po, 
per sentirsi a casa










Saranno le mie origini per metà emiliane da parte materna, sarà l'ospitalità e la genuinità delle persone di questa regione, tanto che ogni volta che faccio quei 50/60 km che dividono il mio paese adottivo da questi posti, io mi sento davvero a casa mia. E' come se tornassi in quel luogo sicuro che ognuno di noi conosce.












E' domenica 15 maggio e siamo alla Corte La Faggiola per l'evento Di che Pasta Sei, in occasione del Pasta Madre Day 2016, in un'antica corte agricola alle porte di Piacenza, in località Gariga, Podenzano. 











Bloomet ha organizzato questo evento di 2 giorni con degustazioni, cookingshow, laboratori per adulti e bambini, conversazioni con esperti nel settore della salute alimentare, delle intolleranze alimentari come la celiachia, presentazione di libri di cucina, esposizione di aziende agricole, produttori e trasformatori di cereali e farine, panetterie, caseifici, produttori di attrezzature da cucina e aziende vitivinicole.
Riassumervi interamente il ricchissimo programma è impossibile. Se siete curiosi di conoscerlo nel dettaglio e di scoprirne i volti, potete cliccare qui.





















Come mi colloco in questo contesto con il mio Profumo di Broccoli? Come spacciatrice ufficiale di lievito madre, solido e liquido, e come logorroica dispensatrice di consigli sulla gestione del lievito e sul suo utilizzo. Ma sia ben chiaro... qui non si inventa nulla, qui non ci sono formule magiche e mai sentite prima per abbagliare il pubblico! Sebbene si potrebbe scrivere un'enciclopedia sul lievito madre, tutto il nostro attuale sapere deriva dai nostri grandi esperti, i maestri che tutti noi conosciamo in Italia e che ci trasmettono il loro sapere e la loro esperienza professionale attraverso corsi e libri. Partendo da questo imprescindibile punto, mi sono piacevolmente persa per una giornata in racconti di lieviti naturali, con tante, ma proprio tante persone, una più interessata dell'altra.
E' stato autorigenerante parlare con tutti voi; è stato illuminante ed educativo. Uno scambio alla pari che ha colmato il mio zainetto da gita fuori porta di entusiasmo e nuove idee per il futuro.
C'eravate proprio tutti: piccoli, grandi, anziani, lievitisti in erba oppure già navigati, con le vostre antiche ricette oppure con tutta la voglia di imparare di chi inizia dal principio. E' stato un piacere parlare con tutti, sebbene io sappia che il vostro percorso con il lievito che vi ho portato non sarà facile, ma pieno di ostacoli e di dubbi che affioreranno appena rientrerete a casa. E' così, è sempre così. La gestione del lievito è tanto semplice quanto piena di insidie. 
Ho deciso che a breve preparerò un articolo su quanto discusso con tutti voi circa la pasta madre, in modo da riassumere molti dei punti che avrebbero meritato un taccuino per gli appunti.
In questo contesto vorrei ricordare con simpatia una coppia di anziani signori, con la quale mi sono  molto piacevolmente dilungata a parlare e che ho trovato così tanto concentrati sull'argomento, motivati, attenti, precisi e lucidissimi nonché estremamente educati e fini, sia nei modi che nei toni, con quel loro parlare lento, a voce bassa e rispettoso. Mentre parlavo con loro e li osservavo, pensavo: "da grande vorrei diventare così".









Per quanto riguarda i cookingshow, un altro momento per me illuminante è stato ritrovare il grande Claudio Gatti della Pasticceria Tabiano, membro FDP Figli di Pasta Madre (Viva). Peccato non essere riuscita ad ascoltarlo per tutto il tempo... ma sono riuscita ad assaggiare i suoi lievitati, che hanno sempre quel tocco magico.


















Un saluto speciale e un abbraccio di cuore va a tutte le food blogger piacentine incontrate, agli amici ritrovati e a quelli nuovi nonché a quel simpaticissimo signore del pane che continuava a portarmi le bruschette da mangiare e l'acqua da bere... preoccupandosi per me e per la mia voce, che a tratti mi abbandonava... Ricordi di amicizia e di empatia.
















E dopo questa bella giornata, durante la quale la fatica si è naturalmente annullata bilanciandosi con la soddisfazione, prima di ripartire verso la campagna lodigiana ci siamo fermati a cenare presso la Trattoria Regina, in frazione Quarto (Piacenza). Questo posto ve lo devo assolutamente segnalare perchè abbiamo mangiato benissimo e in un clima di sincera simpatia e cortesia. Mentre aspettavamo di ordinare i nostri piatti e mentre mio marito esclamava: "Ohhh, era da tanto che volevo tornare a mangiare in un posto così...!", è arrivato un pullman di Alpini; una lunga tavolata aspettava proprio loro. Gli Alpini sono una vera istituzione! Ringrazio il sommelier della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini, mio "vicino di banco" a La Faggiola, che mi ha suggerito questa trattoria. Per maggiori informazioni, cliccate qui


Per concludere e per dare seguito a questa giornata per me dedicata alla pasta madre, nei prossimi giorni integrerò i numerosi articoli, già presenti nell'archivio del blog, con ulteriori informazioni sul lievito.

Vi aspetto e fatemi sapere se i lieviti sono sopravvissuti!
Tiziana




























venerdì 20 maggio 2016

Settimana della Cucina delle Erbe e dei Fiori nel Calendario del Cibo Italiano








L'anno scorso, in questo stesso periodo, la cucina dei fiori era per me diventata una vera passione e infatti potete ritrovare vari articoli di queste ricette nell'archivio del blog. 
In questi giorni invece, complice la bronchite acuta  e la febbre che mi tengono incollata a casa, anche se fino a ieri ho fatto finta di stare bene..., mi perdo piacevolmente nella lettura del Calendario del Cibo Italiano, il quale celebra proprio la cucina delle erbe e dei fiori per tutta la settimana in corso.
Se volete anche voi leggere l'articolo di Cinzia Donadini sul sito AIFB, cliccate qui. Di seguito trovate invece la mia ricetta per questa semplice e appetitosa insalata con i fiori.


Fiori di Bresaola in insalata



Modalità: semplice
Tempi: 15'


Per ogni fiore servono:
  • 2 fette di bresaola
  • sale, olio evo quanto basta
  • 30 gr. di formaggio spalmabile
  • 1 grattugiata di parmigiano
  • 1/3 di una zucchina
  • insalata e fiori a piacimento


Ritagliamo delle strisce di bresaola e foderiamo un coppapasta a forma di anello in modo da dare la forma cilindrica alla bresaola.
Adagiamo il coppapasta foderato con bresaola su una fetta di bresaola leggermente arricciata, come a voler formare un fiore.

Laviamo e tagliamo le zucchine a pezzettini piccoli e poi le facciamo saltare in padella con un filo di olio evo. 
A cottura ultimata (una cottura veloce) saliamo e uniamo le zucchine al formaggio spalmabile, mescolando per bene il composto e aggiungendo una grattugiata di parmigiano.

Utilizziamo questo composto quale farcia per gli anelli di bresaola, sfiliamo l'anello del coppapasta e poi serviamo con insalata, sale, un filo di olio evo e fiori commestibili. 






Buona settimana della cucina delle erbe e dei fiori a tutti!





giovedì 19 maggio 2016

Giornata nazionale delle fragole nel Calendario del Cibo Italiano










In occasione della giornata nazionale delle fragole, promossa da AIFB sul Calendario del Cibo Italiano, vi propongo la confettura di fragole che avevo preparato l'anno scorso. 
Se volete leggere l'articolo di oggi scritto da Stefania Pigoni, cliccate qui per aprire direttamente la pagina del Calendario.
Felice giornata delle fragole!








Ingredienti:
  • fragole mature, lavate bene, pulite togliendo il ciuffo verde e le parti bianche, asciugate, tagliate a pezzetti e messe a marinare in un contenitore di vetro coperto con zucchero, succo di limone e le sue bucce lavate e tagliate, per un tempo variabile da 2 ore a 1 giorno.
  • Dopo aver pesato le fragole (già pulite), prendiamo una quantità di zucchero pari ad almeno metà del peso delle fragole.
  • Succo di 1 limone biologico grande e la sua buccia.


Preparazione:

Dopo la marinatura, eliminiamo le bucce di limone e versiamo il resto in una pentola capiente. Portiamo ad ebollizione a fuoco medio e poi, continuando a girare il composto, andiamo avanti con la cottura per circa 1 ora a fuoco basso.
Eliminiamo eventualmente la schiuma in eccesso con una schiumarola.
Decidiamo se usare un passino per filtrare la confettura o se lasciarla così. E' questione di gusti. Se passiamo la confettura, la rimettiamo filtrata sul fuoco basso e continuiamo ad addensare per 20/30 minuti. 
La confettura sarà pronta se, prendendola con un cucchiaio, rimarrà densa e non colerà nessuna goccia.
Per conservarla usiamo barattoli perfettamente sterilizzati e creiamo il sottovuoto.
Tenendola in un luogo fresco, asciutto, lontano da fonti di luce e all'interno di barattoli ben puliti e sterilizzati, si conserverà per circa 1 anno.

Per maggiori informazioni su conserve e marmellate e sull'igiene alimentare, cliccate su Sicurezza Alimentare nell'archivio del blog; troverete moltissime informazioni tratte dal corso Sale Pepe e Sicurezza promosso dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e al quale ho partecipato grazie ad AIFB.



Se arrivati a questo punto voleste
spalmare la confettura 
su una bella fetta di pane
integrale fatto in casa,
 non avreste più nulla da desiderare...







domenica 8 maggio 2016

Auguri mamma







Sapete quanto sia attenta all'educazione alimentare dei bambini e quanto apprezzi gli eventi organizzati per i più piccoli, con fini educativi e sociali, così oggi faccio gli auguri a tutte le mamme, nella giornata a loro dedicata, parlandovi della festa della frutta e della verdura. 

Non si tratta di uno dei tanti grandi eventi del food di cui qualche volta vi racconto, né di una sagra alimentare: si tratta piuttosto di una bella, simpatica ed educativa vendita di frutta e verdura a scopo benefico, organizzata da un gruppo di bambini di 5^ elementare. 

Quanto lavoro ho visto alla spalle di questo bel banchetto! I bambini e i ragazzini sono straordinari e inesauribili, come sempre, ma altrettanto bravi sono stati tutti gli adulti che li hanno accompagnati in questa avventura. 

Sono stati anche organizzati dei giochi sensoriali con la frutta, per imparare divertendosi e per mettersi alla prova. 







Al fine di dare maggiore colore alla festa, c'era un gonfiabile, un ritrattista a disposizione dei bambini e il memori game gigante.





Tutto il ricavato sarà utilizzato per sostenere progetti territoriali. 
Siamo a Casalmaiocco, nel lodigiano e i complimenti vanno tutti a





Buona scorpacciata 
di ottima frutta e verdura a tutti












sabato 7 maggio 2016

Giornata nazionale dei grissini nel Calendario del Cibo Italiano



Oggi festeggiamo la giornata nazionale dei Grissini nel Calendario del Cibo Italiano AIFB, ambasciatrice Valentina Venuti e per questa occasione, per contribuire anch'io alla bella giornata, vi propongo due ricette. La prima è di qualche tempo fa e si tratta dei grissini morbidi con vino bianco, parmigiano e rosmarino, mentre la seconda è una ricetta più recente ed è quella dei grissini di semola di grano duro con la curcuma. Entrambe le preparazioni sono con il lievito madre. 
Prima di cimentarci in queste ricette, andiamo a leggere la storia a questo link, direttamente sul sito dell'Associazione Italiana Food Blogger.


Ecco gli ingredienti e la preparazione per i grissini al vino bianco, parmigiano e rosmarino:

  • 200 g di farina 1 macinata a pietra
  • 80 g di acqua naturale
  • 40 g di vino bianco
  • 50 g di lievito madre o 6 gr. di lievito di birra
  • una grattugiata abbondante di parmigiano reggiano
  • 4 ciuffetti di rosmarino tagliato a pezzettini
  • 5 gr. di sale
  • 1 cucchiaio di malto




Lavoriamo il lievito nell'acqua e incorporiamo la farina. Aggiungiamo il vino, il parmigiano, il rosmarino, il malto e il sale.
Formiamo un bell'impasto, "pirliamo" e facciamo lievitare a temperatura ambiente (23/26°).
Una volta raddoppiato di volume, sgonfiamo l'impasto e facciamo il "folding".
Rimettiamo a lievitare il panetto, sempre coperto, a temperatura ambiente.
Procediamo a fare le pezzature: tagliamo dei filoncini di pane, li allunghiamo e li arrotoliamo su loro stessi e li adagiamo sulla teglia, coperta da carta forno, in attesa di essere cotti. Li lasciamo comunque coperti, a temperatura ambiente, a lievitare ancora per 30' prima di metterli in forno.
Preriscaldiamo il forno e cuociamo a 180° per 20'.








Ecco invece gli ingredienti e il procedimento per i grissini alla curcuma:

  • 400 g di semola di grano duro
  • 2 cucchiaini di curcuma in polvere
  • 300 g di acqua 
  • 80 g di lievito madre mantenuto in acqua e regolarmente rinfrescato ogni giorno
  • 6,5 g di sale
  • olio evo q.b. per pennellare la superficie dei pani prima della cottura









Impastiamo a mano oppure con la planetaria tutti gli ingredienti, aggiungendo il sale per ultimo.
Facciamo lievitare 30 minuti a temperatura ambiente, arrotoliamo l'impasto con le mani e poi lo mettiamo a lievitare fino al raddoppio in un recipiente coperto da pellicola, all'interno di una cella di lievitazione o del forno di casa spento, con la luce del forno accesa.
A lievitazione ultimata ci spostiamo sul piano di lavoro leggermente infarinato, facciamo le pezzature delle dimensioni desiderate (io ne ho fatte di circa 80/100 g) e poi arrotoliamo i pani con le dita formando tanti filoni, fino a conferire la forma e la dimensione desiderata. Io ho fatto dei grissini lunghi e grossi. Per le chiocciole invece ho preso qualche filone di impasto dello stesso peso e l'ho arrotolato su se stesso.
Facciamo lievitare ancora per circa 20 minuti, pennelliamo la superficie dei pani con olio evo e inforniamo nel forno già caldo a 200°C per circa 15/20 minuti.













giovedì 5 maggio 2016

Giornata Nazionale dei Dolci da Credenza nel Calendario del Cibo Italiano









La giornata di oggi sul Calendario del Cibo Italiano è dedicata ai dolci da credenza e la madrina è Paola Sabino.

Io partecipo a questa festa con una torta: la torta di carote.

E' una ricetta senza glutine facente parte della dispensa de Il Laboratorio Dove la Farina diventa Arte, della Scuola del Molino, ad opera della bravissima Dott.sa F. Morandin che ammiro tantissimo.
Per un mio divertimento personale ho usato uno stampo da pandoro, ma voi potete usare una normale tortiera da 28 cm oppure potete cuocere nei pirottini da muffin, da cake o in uno dei tanti stampi attualmente in commercio come quello delle mezze sfere che ho usato ieri per le tortine di mele senza glutine. 

Ecco la ricetta e gli ingredienti:

  • 300 g di carote grattugiate
  • 300 g di farina di mandorle
  • 300 g di zucchero
  • 80 g di tuorli
  • 120 g di albume
  • 80 g di farina senza glutine (es. glutinò 5)
  • 5 g di pasta d'arancia (io non l'ho messa)
  • 5 g di sale
  • 10 g di baking

Mescoliamo tuorli e zucchero con una frusta, poi uniamo la farina di mandorle, la pasta d'arancia, il sale e la farina setacciata con il baking e amalgamiamo il tutto.
A parte montiamo gli albumi e poi li uniamo delicatamente al composto.
Preriscaldiamo il forno, imburriamo il nostro stampo e riempiamolo per 3/4 con il composto ottenuto.
Cuociamo in forno a 170 °C per circa 40 minuti.

Eccezionale, provatela.



lunedì 2 maggio 2016

Torta di asparagi bianchi












L'anno scorso vi avevo fatto un gustosissimo risotto con gli asparagi bianchi, mentre quest'anno ve li propongo in sfoglia, con pochissimi altri ingredienti. Se avete tempo di preparare la sfoglia in casa, tanto di guadagnato, altrimenti compratela insieme a questi ingredienti (per 4 persone):



  • 500 g di asparagi bianchi
  • 100 g di ricotta fresca
  • sale fino quanto basta
  • foglioline fresche di prezzemolo
  • parmigiano/grana quanto basta
  • un goccio di olio extravergine di oliva
  • un foglio di pasta sfoglia rotonda


Preparazione 
(tempo meno di 1 ora):



Laviamo gli asparagi, eliminiamo la parte più dura del gambo e raschiamo la parte centrale prima di farli lessare. Teniamo da parte le punte perchè le possiamo far saltare velocemente in padella con una noce di burro o un goccio di olio evo.

Frulliamo i gambi degli asparagi lessati con la ricotta e il sale.

Foderiamo la nostra tortiera con carta forno e con la pasta sfoglia, quindi versiamo il composto frullato.

Aggiungiamo il parmigiano o il grana (facoltativo) e le foglioline di prezzemolo fresco.

Cuociamo nel forno preriscaldato a 180°C fino a doratura (circa 30 minuti).

Sforniamo e decoriamo con le punte di asparagi cotte a parte.